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![]() (Approvato dal XIII Congresso del PPE, 4 - 6 febbraio 1999, Bruxelles) IN CAMMINO VERSO IL XXI SECOLO Prefazione Agenda 2000 Politica Economica, Finanziaria e Monetaria Come creare occupazione? Riforma del Modello Sociale Europeo Politica europea per l'Istruzione e la Formazione Ricerca e tecnologia La sfida della mondializzazione del crimine Immigrazione e diritto d'asilo La responsabilità dell'Europa per la pace e la stabilità economica nel mondo La salvaguardia del Creato Elezioni europee 1999 L'Europa, alla soglia del terzo millennio, ha ampie possibilità per creare un futuro florido - se saprà coglierle al meglio. Con l'allargamento dell'Unione verso Est e verso Sud, il Continente si integra sempre più, offrendo maggiori opportunità politiche, economiche e culturali. Allo stesso tempo, la globalizzazione cambia le condizioni di base per il rafforzamento della competitività, per la creazione di nuovi posti di lavoro e per la conservazione dell'ambiente. Il Parlamento Europeo - i cui poteri sono rafforzati dai Trattati di Maastricht e di Amsterdam - influenzerà in maniera decisiva lo sviluppo dell'Europa di domani. Le elezioni del Parlamento Europeo del giugno 1999 rappresentano dunque per ogni europeo un momento altamente significativo. Il Parlamento Europeo esercita un'influenza determinante Il Parlamento Europeo è divenuto co-legislatore in numerosi campi. In tal modo ha un'influenza diretta sulla vita dei 375 milioni di cittadini dell'Unione Europea. I 626 Deputati direttamente eletti decideranno, tra l'altro, sulla nomina del Presidente e sulla composizione della prossima Commissione, così come dell'ammissione degli Stati dell'Europa Centrale e Orientale e dal Bacino del Mediterraneo. È dunque di importanza decisiva essere il Gruppo parlamentare più forte in seno al Parlamento Europeo. Il PPE, forza politica determinante L'Europa non può essere unilateralmente dominata da una maggioranza socialista. Il potere necessita di un controllo. Ecco perché il PPE si presenta alle elezioni europee del 1999 per divenire la forza politica più importante al Parlamento Europeo e per ristabilire un equilibrio politico nelle Istituzioni europee. L'Europa è stata costruita sulla base di valori cristiani ed umanisti comuni. La cooperazione europea è caratterizzata da valori da sempre difesi dal PPE. Una società «aperta», i cui principi fondamentali sono la libertà e le regole del diritto, il suo rispetto per il singolo sia come individuo, che gode di diritti fondamentali, che come parte di un contesto sociale più ampio, familiare e della società civile, deve anche difendere un quadro macro economico stabile e l'iniziativa privata. Questo ha dimostrato di essere la migliore garanzia contro ogni totalitarismo e la migliore salvaguardia per i diritti dell'uomo ed i diritti civili. Politica di equilibrio - Politica del Futuro Il PPE si impegna per una politica che possa conciliare l'integrazione europea e gli interessi nazionali e regionali, il progresso economico e il progresso sociale, la libertà e la responsabilità, la tradizione e la modernità, la difesa e la pace. Noi vogliamo un'integrazione europea ispirata ai valori espressi da Adenauer, De Gasperi e Schuman. Siamo decisivamente contro ogni estremismo - sia di destra che di sinistra. Indipendentemente dalle qualità, talenti, e capacità, ci rivolgiamo a tutti i nostri cittadini, affinché ciascuno nel suo ambito possa realizzarsi nella libertà e con dignità indipendentemente dall'origine, sesso, età, razza, nazionalità, lingua, religione, convinzioni personali, posizione sociale o stato di salute. Il nostro Programma Il PPE deve affrontare le sfide del XXI secolo. Vogliamo un'Europa comunitaria che sia democratica, solidale, trasparente ed in grado di agire. Non vogliamo uno Stato fortemente centralistico, ma piuttosto - in base al principio di sussidiarietà - una ripartizione delle responsabilità e delle competenze tra l'Unione, gli Stati membri e le Istituzioni regionali e comunali. Vogliamo politiche regionali e strutturali che favoriscano lo sviluppo e l'autonomia delle regioni più deboli. Sosteniamo una riforma della Politica Agricola Comune che realizzi delle prospettive a lungo termine per gli agricoltori, che sia rispettosa dell'ambiente, degli interessi dei consumatori e della loro salute. Vogliamo far progredire l'economia e la società, rendere più durevoli per l'avvenire i nostri sistemi sociali e rafforzare la responsabilità personale e fra persone. In tal modo vogliamo gettare le basi per migliorare la competitività nella solidarietà attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, la lotta contro l'esclusione sociale e la salvaguardia del Creato. Insistiamo presso l'Unione Europea affinché si realizzi una più equa ripartizione del carico conseguente all'accoglimento dei rifugiati di guerra e delle richieste d'asilo. Così come dobbiamo rispondere solidalmente ai problemi dell'immigrazione e dei rifugiati politici. Insieme vogliamo fare fronte alla sfida della criminalità organizzata internazionale. Il centro del processo di integrazione europea rimane tuttavia la salvaguardia della pace e della prosperità. La costruzione europea ha interrotto la lunga serie di guerre in Europa, e ha creato uno spazio di pace, di libertà e di democrazia. Tuttavia l'Europa fa parte di un unico mondo. Dobbiamo contribuire, anche oltre l'ambito dell'Unione Europea, alla democrazia, alla sicurezza, alla solidarietà, alla stabilità e alla pace, e offrire un modello di cooperazione per le altre regioni. Accettiamo la sfida e le opportunità offerte dalla globalizzazione coscienti della nostra responsabilità verso i nostri cittadini europei, ma anche verso tutti gli altri cittadini del mondo. Dobbiamo affrontare queste sfide in nome dei veri valori universali di libertà, uguaglianza, giustizia e solidarietà. Accettiamo questa responsabilità nella nuova Agenda europea sulla base dei valori che hanno ispirato la società e la storia europee. Nel 1992 ad Atene, il PPE ha preso la decisione di fondare il proprio pensiero e le proprie azioni su questi valori fondamentali. Il Programma di Base di Atene è la nostra guida che ispira le nostre risposte alle sfide del nostro tempo. Il presente Programma di Azione dovrà essere visto assieme alla Dichiarazione approvata dal XII Congresso PPE tenuto a Tolosa (9 - 11 novembre 1997) con riferimento particolare ai capitoli sulla sanità, la sicurezza sociale e la famiglia. Con le recenti elezioni nazionali l'Europa si è spostata a sinistra. Il collettivismo, l'interventismo politico e la burocratizzazione aumenteranno a spese delle libertà individuali e delle iniziative imprenditoriali. I successi realizzati nel passato sul fronte della cooperazione europea sono a rischio a causa della nuova maggioranza di governi europei dominati dai Socialisti. Il fragile equilibrio tra le Istituzioni dell'UE ed i Parlamenti nazionali può essere interrotto dall'eccessiva politicizzazione e dal non rispetto degli equilibri di potere. La missione storica di unificare l'Europa e di creare un'Unione europea ove gli attuali e i futuri Membri possano impegnarsi in una cooperazione dinamica e fruttuosa, è seriamente ostacolata dal ricorso dei Socialisti a vecchi schemi che vedono la spesa pubblica come la sola soluzione a tutte le sfide. Il PPE è determinato a contrastare con forza i tentativi di introdurre in Europa un programma socialista. Continueremo la lotta per la libertà, la prosperità e la sicurezza all'interno dell'Unione europea ed in tutta l'Europa. Noi facciamo appello ad una forte presa di posizione contro il socialismo. Il PPE è fiero del ruolo che ha avuto nell'edificazione dell'Unione Europea e nella promozione del suo sviluppo. Porteremo avanti questo progetto. Combatteremo contro i socialisti le cui politiche minerebbero i risultati fondamentali raggiunti, che hanno permesso il più lungo periodo di libertà, pace e prosperità nella storia d'Europa. L'ampliamento dell'UE è un vantaggio per tutti 1. Il preambolo del Trattato sull'Unione Europea ricorda l'importanza storica della fine della divisione del continente europeo e conferma l'attaccamento degli Stati Membri ai principi di libertà, di democrazia, di rispetto per i diritti dell'uomo, per le libertà fondamentali e per lo Stato di diritto. 2. L'adesione dei Paesi d'Europa Centrale ed Orientale (PECO) all'Unione Europea costituisce un compito storico, ora che questi Paesi hanno riacquistato la loro libertà nella democrazia. Nello stesso modo, l'allargamento a favore di Cipro e di Malta è un obiettivo importante. Fin dal suo inizio, il processo di allargamento dell'Unione Europea ha apportato importanti vantaggi sia agli Stati Membri dell'Unione Europea che agli Stati candidati. 3. Nei loro sforzi per soddisfare le condizioni richieste per la loro adesione all'UE, i Paesi candidati continueranno a migliorare la stabilità e le prospettive economiche e politiche del nostro Continente. Tali Paesi devono riformare i loro fragili sistemi politici attraverso la creazione di democrazie più stabili; adottare i principi dell'economia di mercato; formare uno Stato di diritto; risolvere i conflitti regionali; e stabilire relazioni stabili di fiducia reciproca, con i Paesi limitrofi e con l'Europa nel suo insieme. Inoltre, devono assicurare il rispetto dei Diritti dell'uomo conformemente alla Convenzione europea sui Diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa; migliorare la situazione delle minoranze etniche e contrastare i demagoghi che fomentano conflitti etnici. Spetta ai Paesi candidati acquisire la qualifica per l'adesione. Il PPE considera che i Paesi candidati debbano essere giudicati individualmente con riferimento ai progressi conseguiti. A queste condizioni, il PPE si impegna affinché il processo di adesione e di negoziazione prosegua senza ritardi. I Paesi candidati devono essere certi di essere benvenuti nell'Unione Europea e che l'adesione sarà realizzata il più rapidamente possibile. Il PPE non nega la complessità di questo processo, ma ritiene che in tal modo saranno rafforzate la stabilità del Continente europeo e della stessa Unione Europea. 4. L'ampliamento gioverà non solo agli Stati candidati, ma anche - nei suoi molteplici aspetti - agli attuali Stati Membri dell'UE. Il grande mercato dell'Europa Centrale ed Orientale sarà aperto alle economie nazionali. La nuova concorrenza che verrà a crearsi, aumenterà a medio e lungo termine e migliorerà la competitività dell'industria nazionale. Anche se alcuni settori sensibili a livello nazionale potrebbero, transitoriamente, subire dei danni, i costi materiali e non materiali della non integrazione sarebbero ben più elevati dei costi per l'ampliamento. Allargando la sfera di tolleranza democratica e dello Stato di diritto si miglioreranno la sicurezza e la stabilità. 5. L'Unione Europea deve fare del suo meglio per dare il suo sostegno ai Paesi dell'Europa Centrale ed Orientale che optano per la democrazia, per lo Stato di diritto, per un'economia sociale di mercato e che creano le condizioni per una società responsabile. La cooperazione europea dovrà, dunque, intervenire per la creazione di organizzazioni e di movimenti simili all'interno di ciascun Paese, nella stessa area dell'Europa Centrale ed Orientale, e con gli stessi Paesi occidentali limitrofi. In questo modo, potrà essere realizzato uno scambio di esperienze, di know how e di contatti personali. 6. Dobbiamo preparare l'Unione Europea per i prossimi anni affinchè riesca ad affrontare positivamente queste sfide. E' assolutamente inevitabile procedere alla riforma delle Istituzioni dell'UE, del suo finanziamento, della Politica Agricola Comune e dei Fondi Strutturali prima dell'ampliamento. Alcuni meccanismi transitori sono necessari per rendere le riforme più sopportabili. La riforma Istituzionale 7. Indipendentemente dal numero dei Paesi che faranno parte dell'Unione con il prossimo ampliamento, il Partito Popolare Europeo auspica una riforma istituzionale ampia che assicuri un buon funzionamento dell'Unione, tenendo in considerazione i principi di libertà, di democrazia, di responsabilità, di uguaglianza, di giustizia, di solidarietà e di sussidiarietà che guidano le nostre azioni politiche. Il rispetto del principio di sussidiarietà 8. Sono necessari ed indispensabili sia l'applicazione rigorosa che il controllo del principio di sussidiarietà. Abbiamo bisogno di un'Europa vicina ai cittadini e rispettosa delle differenze regionali, politiche e sociali, e che protegga e promuova le diverse identità, le culture ed i modi di vivere delle regioni europee in tutta la loro diversità. L'obiettivo è di permettere ai cittadini di avere un'idea chiara della ripartizione delle competenze ai vari livelli, europeo, nazionale, regionale e locale. Rendere concreta la cittadinanza dell'UE 9. La cittadinanza dell'UE dovrà essere ulteriormente sviluppata come espressione del sentimento di appartenenza e di identificazione all'UE. La Costituzione Europea 10. L'Unione Europea ha bisogno di una Costituzione, come proposto dal progetto di Costituzione del Parlamento Europeo, per definire le procedure decisionali tra le diverse Istituzioni dell'Unione, e la ripartizione delle competenze tra l'Unione, i singoli Stati Membri e le Regioni, secondo il principio di sussidiarietà. Inoltre, questa Costituzione deve includere una Carta dei Diritti Fondamentali che sia conforme alla Convenzione europea sui Diritti dell'Uomo. Nell'attesa di raggiungere questo obiettivo, il PPE propone di rafforzare, da subito, il carattere costituzionale dell'Unione, per esempio, coordinando i testi dei diversi Trattati in un singolo testo che includerà anche un catalogo dei diritti fondamentali. 11. Il PPE ritiene che l'Unione Europea debba essere quanto più vicina possibile ai suoi Cittadini. Di conseguenza, il PPE considera necessario migliorare l'accessibilità dei Cittadini alla normativa comunitaria. Sostiene una semplificazione della legislazione e l'introduzione di una gerarchia normativa per contribuire a promuovere la trasparenza e la coerenza del sistema giuridico comunitario. La riforma del Consiglio 12. A livello legislativo, il Consiglio deve, in linea di massima, decidere a maggioranza. Durante il periodo di transizione, le decisioni relative alle modifiche dei Trattati, all'ampliamento dell'Unione o agli aumenti delle risorse proprie dovranno continuare ad essere adottate all'unanimità e ratificate dagli Stati Membri e dal Parlamento Europeo; inoltre, è necessario rivedere il sistema di ponderazione dei voti presso il Consiglio tenendo conto del numero degli abitanti di ciascuno Stato Membro . La procedura di co- decisione deve essere applicata a tutti i settori della legislazione europea, inclusa la politica agricola. La riforma della Commissione 13. Il PPE desidera una Commissione Europea forte ed indipendente che continui ad essere la forza motrice dell'Unione e che diventi una reale forza esecutiva in seno all'Unione Europea. La Commissione è la custode dei Trattati e dunque rappresenta gli interessi dell'Unione. La Commissione deve essere indipendente e conservare il monopolio d'iniziativa legislativa. Dovendo assumere per il futuro il ruolo di vero Governo responsabile nei confronti del Parlamento Europeo la Commissione dovrà continuare a migliorare ulteriormente la sua efficienza, la sua funzionalità, ed il suo controllo degli interessi finanziari dell'Unione. E' naturale che i singoli Commissari debbano agire soltanto nell'interesse generale dell'Unione. Dopo avere raggiunto un accordo sulla revisione del sistema di ponderazione dei voti in seno al Consiglio, desideriamo che tutti gli Stati Membri siano rappresentati in seno alla Commissione al massimo da un Commissario di ciascun Stato Membro, come precisato nel Protocollo istituzionale del Trattato di Amsterdam. 14. Per garantire un migliore controllo del Parlamento Europeo sulla Commissione, deve essere resa possibile la destituzione dei singoli Commissari, nei casi in cui questa è giustificata, con una votazione del Parlamento Europeo a maggioranza qualificata, senza che ció comporti la destituzione dell'intera Commissione. Al Presidente della Commissione delle Comunità Europee si deve dare la possibilità di chiedere una mozione di fiducia. La Commissione deve adottare delle misure contro l'utilizzo inefficiente delle risorse dell'UE e intraprendere un'azione decisa contro casi di corruzione. Non si deve far ricorso al principio di sussidiarietà per attenuare o ridurre i poteri della Commissione. La riforma del Parlamento Europeo 15. Per poter garantire la parità tra i Membri del Parlamento Europeo ed evitare le attuali disparità, il Consiglio deve approvare uno Statuto uniforme e trasparente per i Membri del Parlamento Europeo, come elaborato dal Parlamento Europeo, in conformità al Trattato di Amsterdam. La riforma della legge sulle elezioni europee 16. Il Partito Popolare Europeo crede fortemente nella necessità di convenire sui principi comuni per una legge elettorale da applicare alle Elezioni europee del 2004. A tal fine, si sollecitano i Governi ed i Parlamenti degli Stati Membri ad approvare le proposte del Parlamento Europeo basate sui principi di proporzionalità e di prossimità. Queste proposte, che sono state avanzate ed ampiamente sostenute dal Gruppo Parlamentare PPE, porteranno ad un Parlamento Europeo più democratico e più rappresentativo che sarà più vicino ai Cittadini europei. L'utilizzo di nuovi strumenti per la Politica estera 17. Il PPE chiede un'applicazione rigida dei nuovi strumenti elaborati nel quadro della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC), tra i quali vi è il ricorso al voto maggioritario per l'adozione di azioni comuni, la creazione di un'Unità di pianificazione e di allerta rapida (che riunisca esperti della Commissione, del Consiglio dei Ministri, dell'UEO, degli Stati Membri e della NATO), l'organizzazione delle attività del Segretario Generale del Consiglio, che sarà responsabile della politica estera, e una partecipazione più attiva del Parlamento Europeo. Le nuove disposizioni relative alla PESC offrono agli Stati Membri una gamma di strumenti per sviluppare un'efficace politica estera, di sicurezza, di difesa e di prevenzione. Il PPE vuole la creazione di una struttura dell'Unione capace di decidere democraticamente in merito alla PESC, dove la regola sia il voto a maggioranza. È dunque essenziale che l'Unione, in futuro, abbia una personalità giuridica internazionale. L' Integrazione dell'Unione Europea Occidentale (UEO) 18. Il PPE è favorevole all'integrazione dell'UEO nell'UE. L'UEO dovrà diventare la componente di difesa dell'Unione ed il pilastro europeo della NATO. L'Unione Europea avrà così una maggior responsabilità nella soluzione dei conflitti e dirigerà le operazioni umanitarie, di salvaguardia della pace e le questioni relative alla gestione di una crisi (note come i compiti di Petersberg). Ciascun Stato Membro deve essere libero di partecipare o meno a queste operazioni, mentre gli oneri finanziari devono essere sostenuti da tutti gli Stati Membri, e, alla fine, essere inclusi nella procedura di bilancio. Nel processo di integrazione dell'UEO, una particolar attenzione deve essere prestata al processo di allargamento dell'UE. L'integrazione dell'UEO non deve ostacolare l'integrazione di un nuovo Stato Membro. Le relazioni Economiche Esterne dell'Unione Europea 19. Per quanto concerne le relazioni economiche esterne, l'Unione dovrà essere competente per tutte le questioni che rientrano nell'ambito dell'OMC e, a tal fine, il Consiglio e il Parlamento Europeo dovranno dotare la Commissione di poteri precisi di negoziazione. I Partiti Politici a livello europeo 20. Il PPE sollecita fortemente l'applicazione dell'articolo 138A del Trattato di Maastricht (articolo 191 del Trattato di Amsterdam) che porta ad un maggior sviluppo dei partiti politici a livello europeo, quali sostegno europeo per migliori contatti con gli elettori, per lo sviluppo politico, per le attività di formazione e di educazione. A tal fine, i partiti politici a livello europeo devono seguire la Raccomandazione del Consiglio Europeo (96/694/CE) che invita gli Stati Membri ad adottare una strategia integrata volta a promuovere la partecipazione paritaria di donne e di uomini al processo decisionale e allo sviluppo o all'applicazione di misure appropriate e, se necessario, con strumenti legislativi e/o misure di incoraggiamento . 21. Il PPE si impegna con decisione a sviluppare attivamente, a promuovere e a sostenere le pari opportunità in tutte le politiche dell'Unione Europea e del PPE. La Legge Elettorale Europea Uniforme 22. Nel quadro dell'esecuzione dell'articolo 138A, il Trattato di Amsterdam prevede una procedura uniforme in tutti gli Stati Membri per l'elezione dei deputati al Parlamento Europeo. Il PPE si impegna a difendere in seno al Parlamento Europeo il principio di una rappresentanza paritaria degli elettori europei. La Parità democratica 23. Il PPE, in tutte le sue raccomandazioni e con ogni sforzo, ristabilirà la situazione disequilibrata oggi esistente nella rappresentanza degli uomini e delle donne a tutti i livelli ed in ogni settore. Identità Culturale 24. Il processo di integrazione europea non costituisce e non deve costituire alcuna minaccia all'identità religiosa, regionale, linguistica o culturale dei suoi cittadini. L'Unione Europea deve, al contrario, tenere conto della cultura in tutte le sue azioni, in particolare nel rispetto e nella promozione delle diversità culturali. Le lingue ufficiali degli Stati Membri continueranno a essere trattate come le lingue ufficiali dell'Unione Europea; ció non esclude una riduzione del numero di lingue attive per ragioni pratiche e logistiche. Si utilizzeranno, a seconda delll'esigenze, metodi automatizzati di traduzione e misure più flessibili per modulare la gestione dell'interpretazione e della traduzione a livello delle Istituzioni, per poter garantire questo principio quando l'Unione sarà ampliata ad altri Paesi. Comunque, per quanto riguarda i contatti tra i Cittadini e le Istituzioni, non è prevedibile una riduzione del numero delle lingue. 25. L'Unione necessita di un dialogo pubblico sui valori e sulle norme quale approccio innovativo alle radici della cultura europea, volto a rinforzare e ad approfondire le attività sociali e culturali nell'Unione in risposta alle sfide del nostro tempo (ampliamento, globalizzazione, sviluppo della società d'informazione, occupazione e coesione sociale). In base al principio di sussidiarietà l'Unione dovrà rispettare, garantire e, se necessario, facilitare il ruolo delle organizzazioni riconosciute ufficialmente, su base religiosa o di concezione del mondo equivalente. 26. Per rivitalizzare lo spazio culturale comune ai popoli europei, è essenziale incoraggiare l'attività creativa, promuovere il patrimonio culturale avente dimensione europea, favorire la mutua conoscenza delle culture, delle lingue e della storia dei popoli europei e sostenere gli scambi culturali e le attività creative. 27. Perciò, il PPE considera obiettivi prioritari della politica di cooperazione culturale :
Il metodo di riforma 28. Il PPE chiede di utilizzare il metodo comunitario per la preparazione della prossima revisione dei Trattati ed un coinvolgimento totale del Parlamento Europeo; chiede al Consiglio Europeo di invitare la Commissione a presentare una proposta di modifica dei Trattati sulla base della Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 novembre 1997. Il Parlamento Europeo discuterà questa proposta con i Parlamenti nazionali al fine di presentare un progetto congiunto ai Governi degli Stati Membri che l'esamineranno e, se sarà il caso, l'approveranno. La decisione definitiva del Consiglio Europeo deve essere presentata al Parlamento Europeo per un suo parere di conformità, prima della ratifica del Trattato. La libera circolazione 29. La libertà di circolazione è una delle quattro libertà fondamentali dell'UE e un simbolo importante di integrazione europea. Non devono essere posti dei limiti sostanziali a lungo termine. E' nell'interesse di tutti utilizzare con attenzione, come è già accaduto nel passato, lo strumento sperimentato per i periodi di transizione allorquando si tratta di libertà di circolazione. L'obiettivo principale è di fornire ai nostri concittadini prospettive nuove che siano migliori anche di quelle offerte nei loro Stati. Il finanziamento dell'Unione Europea 30. Il finanziamento futuro dell'Unione - sia dal punto di vista delle entrate che delle spese - deve combinare e rispettare i principi di solidarietà, autonomia, adeguatezza, annualità ed unità. Gli accordi sul futuro Accordo Interistituzionale, sulle prospettive finanziarie e sul futuro sistema di risorse proprie vanno trattati congiuntamente. 31. Il sistema di finanziamento del bilancio dell'Unione deve assicurare una ripartizione ragionevole degli oneri finanziari tra gli Stati Membri. Il principio delle risorse proprie dovrà essere mantenuto, basato su criteri oggettivi, sulla capacità contributiva degli Stati Membri e sul principio che il "giusto ritorno" è in contraddizione con il principio di solidarietà. 32. Il PPE accetta che sia mantenuto il limite dell'1,27% del PIL degli Stati Membri per il prossimo periodo finanziario e constata che quest'obiettivo può essere raggiunto soltanto dopo l'ampliamento, se venissero prese delle decisioni sulla riforma delle politiche esistenti che non possono in alcun modo essere indebolite. Considerato che i costi dell'ampliamento sono incerti, il PPE è d'accordo che si provveda nuovamente ad una revisione delle prospettive finanziarie allorquando uno o più Paesi candidati aderiscano all'Unione e prima che vengano adottate delle riforme riguardanti le politiche agricole e strutturali. 33. Le amministrazioni dei Paesi candidati devono poter gestire i fondi messi a loro disposizione. Il PPE preferisce che i Paesi candidati vengano valutati individualmente e che i relativi aiuti possano essere ridotti con riferimento ai progressi realizzati da ciascun Paese. 34. I finanziamenti stanziati per la nuova adesione devono essere tenuti ben presenti e modificati a seconda della capacità dei Paesi candidati nella gestione e nel buon utilizzo dei fondi. Inoltre, la concessione degli aiuti deve essere condizionata dai progressi ottenuti dai nuovi Paesi. 35. Il PPE ritiene necessaria una solidarietà finanziaria per sostenere la Politica Agricola Comune; insiste che ciascun elemento di riforma della PAC introdotto non comporti spese supplementari per il contribuente. Senza entrare nel merito dei vantaggi delle proposte agricole, il PPE ritiene che gli orientamenti agricoli siano mantenuti; constata che le riforme proposte porteranno ad un aumento della spesa agricola fino agli anni 2000-2003, prima che questa possa diminuire. 36. Il livello d'intervento delle politiche comunitarie oggi applicate ai 15 Stati Membri, e particolarmente quelle riguardanti una più grande coesione economica e sociale, devono essere compatibili con le riforme richieste per assicurare una migliore razionalizzazione delle spese ed un loro utilizzo più efficace. 37. Il PPE chiede - in linea con gli obiettivi del Trattato di Amsterdam - una più stretta collaborazione tra gli Stati Membri nell'applicazione dei Fondi Strutturali e chiede uno stretto collegamento tra le misure strutturali e lo sviluppo delle risorse umane. 38. Il PPE insiste su una maggiore cooperazione interistituzionale al fine di migliorare l'utilizzo delle risorse. Il PPE, preoccupato per gli elevati costi di interpretazione e di traduzione in un'Unione Europea ampliata, chiede alle autorità responsabili dell'UE di prendere adeguati provvedimenti per assicurare l'efficace funzionamento delle Istituzioni. Il PPE inoltre ritiene opportuna una revisione relativa al funzionamento delle agenzie, visto che sono aumentate cosí come il loro raggio d'azione si è ampliato. La riforma della Politica Agricola Comune (PAC) 39. La PAC dovrà incoraggiare sempre di più un modello europeo agricolo, basato su una pluralità di forme di produzione, incluse le aziende agricole familiari, sul rispetto dell'ambiente, della sensibilità dei consumatori, del carattere specifico dell'agricoltura che produce derrate alimentari e materie prime non commestibili (che è strettamente collegato alla salvaguardia del patrimonio naturale e alla gestione del territorio) ed anche su sistemi diversi di produzione e dei livelli diversi di reddito per i quali è necessario trovare delle soluzioni adatte. Gli elementi chiave sono le aziende agricole familiari di media estensione, la gestione economica durevole e rispettosa dell'ambiente. 40. Obiettivo è lo sfruttamento ottimale del terreno a conduzione contadina, basato su buone pratiche agricole che, indipendentemente dalla dimensione e dalla forma giuridica dell'azienda, assicuri un reddito basato sulle regole del mercato e con un livello minimo di burocrazia centralizzata. 41. Tenendo conto delle differenze competitive, a causa del luogo di produzione e della disponibilità delle risorse produttive, la realizzazione dell'obiettivo prefissato implica - in un mercato interno dove la protezione esterna è in parte liberalizzata - oltre a misure specifiche regionali, ecologiche e sociali, l'adozione di una politica comune di mercato e dei prezzi, cosí come degli aiuti uniformi ai redditi, per rispondere alle esigenze di una gestione delle superfici disponibili e per permettere un'indennizzazione per gli svantaggi geografici e per altre funzioni specifiche dell'agricoltura. 42. Un' attenzione particolare deve essere prestata:
43. Se queste misure non devono dipendere dall'attuale produzione, esse dovranno essere elaborate tenendo conto della funzione specifica ed essere efficaci in termini di reddito, in modo che l'agricoltore possa prendere delle decisioni a lungo termine. Queste misure dovranno essere conformi, o considerate un'aggiunta importante, alle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Tuttavia, la natura specifica del modello europeo, che presuppone la presenza dell'agricoltore sul territorio, implica che l'attribuzione degli aiuti al reddito presupponga un efficace sfruttamento dei terreni disponibili, secondo le scelte fatte dagli agricoltori. 44. In contemporanea alle misure attuate per compensare le cadute dei prezzi e/o per le perdite permanenti o per risarcire delle prestazioni destinate a mantenere un ambiente sano, sono necessarie delle misure volte a migliorare la competitività indipendentemente dalla posizione del terreno. Le misure per ridurre i livelli di produzione (quote-latte, messa a riposo) rimangono essenziali e devono essere applicate. Correlazione tra agricoltura e zone rurali 45. I regolamenti del mercato agricolo e le misure per sviluppare le zone rurali, che incidono direttamente sull'agricoltura, devono essere strettamente coordinati. 46. Oltre ai diversi contributi per lo sviluppo dello spazio rurale, la PAC dovrà ulteriormente rafforzare l'aspetto riguardante lo sviluppo rurale ed avere come obiettivo gli agricoltori, la cui sola speranza di sopravvivenza è di differenziare le loro attività (multi funzionalità) o lavorare part-time. Devono essere chiaramente rafforzate le componenti relative allo sviluppo rurale della PAC e si dovranno includere le attuali misure sociostrutturali e le misure di sostegno, soprattutto le azioni come quelle contenute nel programma LEADER. 47. In aggiunta alle misure regionali specifiche per lo sviluppo socio-strutturale, ambientale e lo sviluppo rurale già citate, è necessario elaborare criteri adeguati per l'assegnazione di redditi supplementari diretti agli agricoltori delle zone più periferiche, più sfavorite e montagnose. La riforma della Politica Strutturale 48. L'ampliamento dell'UE sottolinea la necessità di rafforzare e di modificare la politica strutturale. 49. In molti campi la legislazione in vigore non puó essere applicata ai nuovi Stati Membri per motivi amministrativi, giuridici e di co-finanziamento, altrimenti potrebbe provocare loro notevoli difficoltà. Il nostro obiettivo è di applicare la legislazione comunitaria, inclusi i Fondi strutturali, ai Paesi che s'impegnano ad attuare delle riforme indispensabili e di vasta portata. In alcuni casi saranno necessarie delle misure transitorie e derogatorie. I principi della riforma 50. In un'Unione Europea ampliata, il rafforzamento della coesione economica e sociale dovrà continuare ad essere un principio fondamentale di integrazione europea. La politica strutturale dovrà essere basata sui seguenti orientamenti: la solidarietà finanziaria, la trasparenza, il sostegno all'autonomia dei singoli, l'aiuto temporaneo per evitare dipendenze a lungo termine, il monitoraggio continuo dell'efficacia e del successo, senza escludere l'iniziativa privata e l'investimento. Inoltre le regioni destinatarie degli aiuti hanno la responsabilità nel distribuirli, evitando delle distorsioni alla concorrenza soprattutto nelle zone frontaliere e nelle regioni limitrofe alle aree particolarmente favorite dalle misure di sviluppo; e ci deve essere una forte cooperazione con le autorità regionali. Oltre a questi orientamenti, il principio di sussidiarietà deve sempre essere rispettato. È un principio chiave per la politica strutturale ed anche per incoraggiare i cittadini europei. Le misure 51. Siamo favorevoli all'istituzione, a livello europeo, di un sistema semplice relativo alla presentazione, alle procedure e all'approvazione delle domande di finanziamento e, successivamente, al controllo o alle modifiche volte ad eliminare ostacoli, in particolare per l'accesso delle PMI al finanziamento strutturale. Dovranno essere armonizzate le procedure ed i meccanismi dei diversi Fondi Strutturali (FEDER, FSE, FEAOG, SFOP) che debbono continuare ad operare. Al fine di semplificare le procedure amministrative, lo Stato Membro o la Regione interessata dovrà comunicare alla Commissione un solo programma. 52. I Fondi Srutturali che non includono delle Iniziative comunitarie volte alla promozione della parità tra uomini e donne devono ormai integrare la dimensione delle pari opportunità in tutte loro iniziative: il PPE esige la valutazione regolare dell'impatto di queste iniziative. 53. Gli Stati Membri devono assicurare il co-finanziamento adeguato, che costituisce un contributo significativo per la lotta contro la frode. Le risorse finanziarie non dovranno semplicemente essere distribuite sulla base di valori rigidi. Gli Stati Membri devono cooperare con le autorità dell'UE per verificare e controllare l'utilizzo adeguato dei fondi e, se necessario, perseguirne gli abusi. 54. Utilizzando delle possibilità di finanziamento moderne e altri strumenti di finanziamento (prestiti, ipoteche, tassi di interesse bassi, ecc..), i Fondi Strutturali devono, nel quadro del bilancio dell'Unione, ricevere delle dotazioni finanziarie sufficienti per raggiungere gli obiettivi prefissati e per promuovere la responsabilità, la partecipazione e l'iniziativa nel settore privato. I Fondi Strutturali non dovrebbero sostituire l'investimento e le iniziative privati. 55. La concertazione geografica proposta e la riduzione degli obiettivi dovrebbero essere approvate. Le regioni dell' Obiettivo 1 rimangono la priorità assoluta dei Fondi Strutturali. Il criterio del 75% del PIL pro capite, basato sulle parità del potere d'acquisto, che da il quadro più preciso della ricchezza della regione, dovrà essere rigorosamente applicato insieme ad un sistema di eliminazione graduale. 56. Il numero delle iniziative comunitarie deve essere ridotto. L'iniziativa per le regioni transfrontaliere INTEREG dovrebbe ricevere la priorità assoluta poiché rappresenta l'esempio più chiaro di "valore aggiunto europeo". I governi nazionali continuano a promulgare leggi che sono in conflitto con la legislazione oltre confine. Gli Stati Membri e le Regioni devono assumersi maggiori responsabilità relative ai Fondi Strutturali. Questa situazione dovrà essere risolta con una nuova Direttiva europea, che esamini la legislazione adottata dagli Stati Membri relativa all'applicazione uniforme dei regolamenti comunitari. 57. Al fine di preparare i Paesi candidati all'adesione, sembra opportuno creare, nel quadro del bilancio comunitario, uno strumento finanziario temporaneo ed in aggiunta ai Fondi Strutturali, dato che attualmente non esiste una base giuridica per finanziare le misure di pre-adesione. Gli Stati che desiderano fare parte dell'UE devono creare delle efficienti strutture amministrative locali, regionali e nazionali in conformità con i loro sistemi Costituzionali, devono incoraggiare gli attori del settore privato e migliorare i loro sistemi di controllo finanziario, in modo da poter utilizzare effettivamente i Fondi Strutturali e ridurre cosí le loro enormi disparità regionali ed i loro problemi di sviluppo. 58. Si deve applicare un sistema transitorio per la riduzione programmata dell'aiuto sotto forma di pagamenti digressivi fino alla fine del periodo di progettazione (cioè fino al 2005), per quelle regioni che hanno raggiunto un risanamento significativo e durevole e che, quindi, non rientrano più nei criteri di eleggibilità richiesti per i Fondi Strutturali. La durata di queste disposizioni transitorie e l'ammontare dei pagamenti dipenderanno da quanto una Regione superi il limite fissato per l'obiettivo in questione. 59. E' necessario garantire che le risorse messe a disposizione possano continuare ad essere spese anche dopo il termine previsto. Ciò significa che la programmazione deve essere ottimizzata e deve essere migliorata la tempestività delle informazioni richieste ai potenziali partecipanti. Crescita e competitività - i presupposti di base per migliorare l'occupazione 1. La creazione di nuovi posti di lavoro è una priorità assoluta. Per migliorare la situazione dell'occupazione, il PPE chiede delle condizioni favorevoli per la crescita e la competitività dell'economia europea. Crescita: 2. Per migliorare la crescita, il PPE favorisce :
Competitività : 3. I due fattori più importanti per lo sviluppo ed il miglioramento della competitività sono l'aumento del grado di innovazione e la riduzione dei costi di produzione. 4. Per incoraggiare l'innovazione, la legislazione per i brevetti dovrà essere migliorata per proteggere, per un periodo appropriato, la proprietà intellettuale dalle imitazioni. Il PPE, inoltre, favorisce le agevolazioni fiscali per gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione, in particolare gli investimenti non materiali. Il PPE chiede dei meccanismi che rendano possibile il trasferimento della tecnologia sviluppata dalle università alle imprese e dalla ricerca militare alla ricerca civile. 5. Gli sforzi a livello regionale svolgono un ruolo importante per migliorare la competitività europea. Le regioni e le città devono essere in grado di poter sviluppare il loro potenziale specifico ed usare le opportunità offerte a livello locale. E' anche necessario riconoscere un margine appropriato per una politica economica regionale, locale autonoma e responsabile. 6. Conviene ridurre i costi del capitale con la stabilità monetaria, con la concessione di un più ampio margine di manovra per la riduzione dei tassi di interesse e con una migliore organizzazione dei mercati di capitali. L' Unione monetaria porterà un contributo importante alla realizzazione di questi obiettivi. Ulteriori misure potrebbero contribuire a ridurre i costi del capitale investito, attraverso un più facile accesso al "venture capital" (capitali di rischio) e l'attribuzione di una personalità giuridica alle imprese europee. Il PPE è favorevole ad ulteriori riduzioni dei costi energetici - su cui sta già lavorando la Commissione - con l'apertura dei mercati nazionali. Il PPE auspica ugualmente una gestione più efficace dei servizi pubblici al fine di poter ridurre la partecipazione dello Stato, mantenendo sempre alta la qualità del lavoro delle amministrazioni. Coordinamento delle politiche economiche nazionali : 7. Il successo dell'Unione Economica e Monetaria sarà in gran parte condizionato dal grado di convergenza delle politiche finanziarie e delle politiche salariali nazionali con la politica monetaria comune. 8. La crescita, la competitività e l'occupazione non verranno favorite se la politica monetaria - che è volta ad assicurare la stabilità - è insidiata dalla mancanza di disciplina di bilancio o della moderazione salariale. Il PPE sostiene la libertà di ciascun Stato Membro ad elaborare le proprie politiche economiche nazionali, senza trascurare le responsabilità a livello europeo. Nell'ambito della politica finanziaria, un alto livello di coordinamento è già stato raggiunto con il Patto di Stabilità e di Crescita. 9. La liberalizzazione crescente dei mercati, dovuta al completamento del Mercato Unico, necessita della concorrenza, senza dumping sociale, fiscale o ambientale, tra le imprese dell'UE e tra gli Stati Membri. I livelli di tassazione negli Stati membri sono, in generale, troppo elevati per permettere all'Europa di essere completamente competitiva. Gli Stati Membri sono responsabili dell'adeguamento verso il basso del livello di tassazione. Le imposte elevate, la mancanza di coordinamento tra i sistemi fiscali nazionali e l'alto grado di concorrenza fiscale fra gli Stati Membri che ne risulta, raggiungono livelli preoccupanti, impedendo di raccogliere tutti i benefici offerti dal Mercato Unico in termini di produzione e di occupazione. Inoltre, la mancanza di coordinamento e di armonizzazione fiscali e l'elevato grado di competizione fiscale, causano una perdita progressiva di sovranità degli Stati Membri in relazione alla politica fiscale e ai loro strumenti finanziari e, di conseguenza, assistiamo ad un'erosione fiscale crescente. Un effetto concorrenziale particolarmente negativo nelle zone di frontiera interne degli Stati Membri sono le distorsioni transfrontaliere inaccettabili dei flussi economici. 10. Pertanto, ci si deve accordare su standards minimi che verranno adattati gradualmente. 11. Le attuali eccezioni fiscali alla legislazione ("paradisi fiscali" europei) dovranno essere eliminate il più rapidamente possibile. Inoltre, devono essere realizzati al più presto dei progressi per poter modificare l'attuale sistema dell'IVA dal principio del Paese di destinazione a quello del Paese nel quale le merci hanno origine. Con l'introduzione dell'EURO, si deve porre un'attenzione particolare e urgente all'armonizzazione della tassazione sui risparmi. 12. Per promuovere la crescita economica è importante mantenere il dialogo per garantire la pace sociale e stimolare la produttività motivando i lavoratori, incoraggiando la loro partecipazione e promuovere, a questo scopo, anche una consultazione sociale a livello dell'UE. Politica economica e monetaria nelle relazioni estere 13. Per dare all'Unione monetaria una voce forte al di fuori dell'UE, il PPE chiede che il Presidente della Banca Centrale Europea (BCE) e il Commissario responsabile per le questioni monetarie, partecipino alle riunioni del Fondo Monetario Internazionale. Il PPE è fermamente impegnato nella difesa dell'indipendenza della Banca Centrale Europea. 14. A livello economico, il PPE chiede all'UE, in linea con i suoi obblighi verso l'OMC, di sostenere i nuovi sforzi alla liberalizzazione del commercio internazionale. Questo inoltre offre ai Paesi in via di sviluppo una migliore opportunità di integrazione nell'economia mondiale. 15. Il proseguimento della liberalizzazione commerciale implica un'azione coerente contro il protezionismo del settore privato. Il PPE sostiene l'iniziativa della Commissione volta a stabilire un codice di concorrenza internazionale per il settore privato. Secondo il PPE, è importante rafforzare i poteri della Commissione nel settore della concorrenza e sviluppare una cooperazione con le autorità americane e giapponesi competenti per evitare che vengano prese delle decisioni contradditorie nel caso di restrizioni transnazionali alla concorrenza. Politica dei trasporti favorevole alla crescita e rispettosa dell'ambiente 16. La politica comune europea dei trasporti è di fondamentale importanza per migliorare l'economia e la coesione sociale nell'UE. La realizzazione del Mercato Interno e la promozione delle regioni periferiche richiedono uno spazio dei trasporti, che promuova la crescita e rispetti l'ambiente. 17. Per una mobilità sostenibile a lungo termine, si devono trasferire i trasporti merci su lunga distanza dalla strada verso le ferrovie, le vie navigabili e il cabotaggio. Conviene anche sviluppare ulteriormente il trasporto combinato. 18. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario modificare sostanzialmente le strutture organizzative e i costi delle ferrovie, che sono fino ad oggi pubbliche. La liberalizzazione del servizio ferroviario deve trasformare la ferrovia in un mezzo di trasporto competitivo e adattarlo ai bisogni dei clienti. 19. Per garantire un uso ecologicamente sicuro dei diversi mezzi di trasporto, si deve tendere, a livello europeo, ad un'imputazione reale ed uniforme dei costi di utilizzo delle infrastrutture a tutti i mezzi di trasporto. 20. Lo sviluppo della rete di trasporti transeuropea deve essere sostanzialmente accelerato per fornire collegamenti migliori tra le infrastrutture di trasporto, che ad oggi sono orientate su scala nazionale e per garantire delle soluzioni di continuità della rete di trasporto. La rete transeuropea dei trasporti dovrebbe anche essere estesa agli Stati candidati dell'Europa Centrale ed Orientale, considerato che questo è il solo modo per i candidati di avvicinarsi all'Unione. Piena occupazione - l'obiettivo prioritario del PPE 1. I disoccupati di lunga durata hanno in pratica delle grosse difficoltà a partecipare attivamente alla vita della società. È vero che i disoccupati dispongono di un reddito sostitutivo grazie agli aiuti statali, ma le possibilità concrete di partecipare a molti settori della vita sociale sono soltanto possibili per coloro che hanno un impiego retribuito. La lotta alla disoccupazione, particolarmente quella di lunga durata, è uno degli scopi principali del PPE. L'azione del PPE, pertanto, è basata sui seguenti principi: La sussidiarietà 2. Nella lotta contro la disoccupazione, come in altri settori, il PPE promuove l'applicazione del principio di sussidiarietà all'interno dell'Unione Europea. 3. In effetti, molteplici cause della disoccupazione possono essere risolte a livello nazionale o regionale, mentre altre possono essere affrontate più efficacemente a livello comunitario. Pertanto, conviene combattere le cause del problema là dove un'azione abbia maggiori possibilità di successo. L'Unione Monetaria Europea 4. L'Euro ha delle buone opportunità di diventare una valuta stabile, e di permettere così alle imprese di pianificare meglio le loro attività. Pertanto, l'investimento e di conseguenza l'occupazione, dovrebbero aumentare. Per non mettere in pericolo queste nuove prospettive di occupazione, il PPE appoggerà un Euro stabile. Si opporrà a tutti i tentativi volti a limitare l'indipendenza della Banca Centrale Europea o a minare il Patto di Crescita e di Stabilità. Il Mercato Unico Europeo 5. Il Mercato Unico Europeo offre alle imprese un grande mercato interno di oltre 300 milioni di consumatori. Di conseguenza, la domanda di prodotti innovativi aumenta rapidamente. Pertanto, le imprese europee riescono ad inserirsi nei mercati in piena crescita e a creare numerosi posti di lavoro. Per questo motivo, il PPE continuerà a sostenere un mercato interno produttivo. La crescita occupazionale attraverso la concorrenza 6. Il Mercato Unico può dare tutti i suoi effetti positivi solo se è interamente aperto alla competizione. Il PPE dunque è favorevole, incondizionatamente, alla liberalizzazione coerente del mercato delle telecomunicazioni. La tecnologia di base delle telecomunicazioni (per esempio le linee telefoniche) offre una molteplicità di prospettive occupazionali nel settore dell'informazione, delle comunicazioni e dei servizi (commercio elettronico, centri di chiamata, Intranet, Extranet, sistemi di gestione del traffico, spedizione elettronica, tele-diagnostica ecc..). 7. Nonostante il passaggio verso una società dell'informazione e dei servizi, il settore industriale continuerà a svolgere un ruolo fondamentale sul piano economico e sopratutto a livello occupazionale. Da un lato, ha le potenzialità per creare molti nuovi posti di lavoro e, dall'altro lato, si svilupperanno nell'indotto industriale una molteplicità di nuovi servizi. Il PPE dunque sostiene un netto miglioramento del quadro delle condizioni generali dell'attività industriale, che comporta una conseguente liberalizzazione dei mercati dell'energia. 8. Le persone che intraprendono una professione indipendente, spesso si trovano a dover affrontare dei gravi problemi di finanziamento. Ció vale anche per le Piccole e Medie Imprese che cercano di sviluppare la loro attività e di realizzare nuovi investimenti. Oggigiorno, vengono inutilmente sprecate delle occasioni per creare nuovi posti di lavoro. Il PPE dunque raccomanda la liberalizzazione dei mercati dei capitali e dei mercati finanziari. La crescita occupazionale attraverso la deregolamentazione 9. Il PPE dunque vigilerà affinché i regolamenti e le direttive comunitari non appesantiscano troppo la legislazione in vigore negli Stati Membri. In effetti, di fronte al moltiplicarsi delle disposizioni legislative maggiori saranno gli ostacoli da superare, soprattutto per Piccole e Medie Imprese. Le attività delle PMI, pertanto, sono ostacolate e le PMI assumono meno lavoratori. Inoltre, per garantire posti di lavoro, il PPE auspica un controllo costante dei regolamenti in vigore in vista di una deregolamentazione. A tale scopo, la fissazione di un termine per l'applicazione della legge (Sunset Legislation) rappresenta un'iniziativa positiva. La crescita dell'occupazione attraverso la riduzione delle sovvenzioni 10. I sussidi non creano nuovi posti di lavoro. È vero che i sussidi possono temporaneamente ritardare le perdite di lavoro nei mercati in una fase di stallo o in fase di recessione, ma non possono fermare il fenomeno. La conservazione temporanea dei posti di lavoro obsoleti comporta una perdita di risorse per diversi settori economici in espansione e pesa inutilmente sulla crescita. La creazione di posti di lavoro si fa sempre più rara, non solo a causa del trasferimento delle risorse e valore reale, ma anche perché le attività in settori produttivi sono meno redditizie a causa degli oneri finanziari imposti dai sussidi. Promuovere lo scambio d'informazioni 11. I 15 Stati Membri hanno elaborato numerose strategie per la lotta contro la disoccupazione. Spesso la conoscenza delle misure adottate in un Paese dell'Unione Europea può aiutare uno Stato Membro a risolvere i suoi problemi di occupazione. Cosí, è indispensabile lo scambio costante di informazioni sui successi ottenuti in ciascun Stato Membro e nelle Regioni. Crescita occupazionale attraverso una maggiore flessibilità del mercato del lavoro e dell'orario di lavoro 12. La crescita economica è una conditio sine qua non per migliorare l'occupazione. Tuttavia, il minor o maggior numero di posti di lavoro creati grazie alla crescita dipende dalla flessibilità del mercato del lavoro. Spetta agli Stati Membri e alle Parti Sociali introdurre una maggior flessibilità nei mercati del lavoro. Il PPE auspica vivamente che il legislatore preveda delle disposizioni a riguardo ed invita i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro a riorganizzare le negoziazioni salariali collettive ed il dialogo sociale in seno all'Unione Europea. Crescita occupazionale attraverso le attività indipendenti 13. Negli ultimi anni l'attenzione si è focalizzata sulle attività indipendenti. Queste, infatti, costituiscono una riserva inesaurible. Il PPE farà il possibile per migliorare a livello europeo il quadro delle condizioni per la creazione di attività indipendenti. In particolare, veglierà affinchè i cittadini europei che vogliono stabilire una loro attività in un altro Stato Membro, incontrino il minor numero possibile di ostacoli. Crescita ccupazionale attraverso delle migliori opportunità per le Piccole e Medie Imprese 14. E' opportuno migliorare l'insieme delle disposizioni applicabili alle Piccole e Medie Imprese (PMI) e gli aiuti previsti, se s'intende aumentare il loro numero e le loro possibilità per creare posti di lavoro. Le PMI, che nel loro insieme sono i datori di lavoro principali del mercato, devono beneficiare di un'ambiente ottimale in un'economia globalizzata. Crescita occupazionale attraverso una maggiore preparazione professionale 15. Spesso, il tentativo di inserimento nella vita professionale fallisce perchè mancano le capacità necessarie all'esercizio dell'attività. Ció vale non solo per gli adolescenti che hanno abbandonato prematuramente la scuola, ma anche per tanti altri giovani diplomati. La qualità dell' istruzione scolastica iniziale deve essere migliorata e soprattutto i giovani devono acquisire le qualifiche chiave, quali la scrittura, la lettura, la matematica, le lingue straniere, le scienze e l'utilizzo del computer. Inoltre, ci sono altre abilità quali l'affidabilità, la capacità di concentrazione, il senso di responsabilità, la capacità di lavorare in gruppo ecc.. che sono ugualmente determinanti per l'esercizio di una professione. E' per questo che dovranno essere compiuti degli sforzi ulteriori nelle scuole europee per permettere ai giovani di acquisire queste conoscenze e competenze. Indipendetemente dal tipo di contributo che l'Unione europea darà per migliorare la preparazione alla vita professionale, il PPE non resterà passivo. Il PPE s'impegnerà in modo particolare in favore dell'insegnamento delle lingue straniere e farà di tutto per facilitare gli scambi tra le scuole dei diversi Stati Membri. Le sfide attuali e future dell'economia sociale di mercato 1. In una società industriale moderna un sistema di previdenza sociale funzionante è essenziale perché incoraggia la gente a prendere dei rischi. Ma i sussidi sociali devono svilupparsi conformemente al principio di sussidiarietà e devono aiutare le persone a divenire autonome e non devono ostacolare le forze di controllo del mercato. 2. Il modello sociale europeo deve tenere conto dei diversi fattori che rappresentano le sfide e le difficoltà di finanziamento della previdenza sociale e dell'assistenza sociale :
3. Se in un mondo globalizzato non si vogliono perdere dei posti di lavoro, allora le tasse e i contributi sociali non possono essere aumentati, ma devono essere ridotti altrimenti potrebbero creare ulteriori problemi di finanziamento. Inoltre, l'atomizzazione della società e la scomparsa delle strutture tradizionali familiari in una società sempre più anonima rendono sempre di più le persone dipendenti da un sistema di previdenza sociale solidale con conseguente aumento dei costi. La protezione sociale 4. Il PPE considera l'aiuto sociale come uno strumento di sicurezza per chi ha realmente bisogno. Il PPE persegue una politica attiva affinchè le persone ricorrano il più tardi possibile al sistema della previdenza sociale e/o vengano incoraggiate a lasciarla il più rapidamente possibile, e venga rafforzato il loro senso di responsabilità individuale in quanto membri attivi della società. In ogni modo, i grandi rischi debbono essere una sfida per la solidarietà comunitaria. L'individuo deve completare le prestazioni dei sistemi solidali con delle misure private. 5. Il PPE è favorevole ad una riduzione del peso fiscale sul lavoro, senza che questa sia compensata con un trasferimento verso altre risorse finanziarie, se non nei casi strettamente necessari. Ma deve essere fatta attenzione affinchè non ci sia un eccessivo onere a carico delle imprese. Sono necessarie delle soluzioni europee per introdurre delle fonti alternative di finanziamento. Tuttavia, va da sè che per il PPE il sistema pubblico di protezione sociale deve essere considerato un principio di base della previdenza sociale, mentre i sistemi di prevenzione privata hanno carattere supplementare. Il lavoro part-time e gli orari di lavoro flessibili offrono la possibilità di integrare sempre di più uomini e donne nel mercato del lavoro ed anche di stabilizzare i contributi ai sistemi di sicurezza sociale. L'assistenza alle persone anziane 6. Gli Stati Membri dell'UE devono affrontare le implicazioni derivanti dalla longevità delle loro popolazioni. L'effetto è che aumentano costantemente le persone che beneficiano di prestazioni rispetto a coloro che versano i contributi. La sfida è quella di riuscire ad elaborare un sistema, valido a lungo termine, che preveda l'assistenza agli anziani, evitando perdite di competitività provocate da costi sociali eccessivi e che assicuri una giusta ripartizione dell'onere tra le generazioni. Bisogna assolutamente evitare di favorire un modello rivolto semplicemente a " guadagnarsi da vivere". Devono essere presi in considerazione l'interruzione della carriera, le attività per l'educazione dei figli o le cure per le persone anziane. Lo scopo è una pensione per gli anziani indipendente che permetta loro di vivere. A tal fine, il presupposto è una crescita economica più elevata possibile e un livello quanto più alto possibile di occupazione nell'UE, per far sí che aumentino le persone che versano i contributi sociali. 7. l sistemi pensionistici nei singoli Stati Membri sono il frutto di un processo storico e presentano grandi differenze, cosí come sono varie le esigenze di riforma. Ma in tutti i casi i sistemi pensionistici offrono sempre un sostegno di base, che può poi essere completato da sistemi assicurativi e da contributi supplementari privati. I diritti di pensionamento legali non devono essere messi in questione. Le riforme necessarie devono essere introdotte rapidamente in modo che ciascuno possa progettare la propria vita. Un'età pensionabile più flessibile, con delle riduzioni o degli aumenti delle pensioni corrispondenti costituisce un altro elemento importante per una previdenza individualizzata a favore degli anziani. 8. Tutte le discriminazioni contro gli anziani nel mercato del lavoro, mobilità (per esempio la patente), previdenza sociale, politica o cultura, debbono essere eliminate. Gli anziani hanno il diritto di partecipare a tutti i livelli della vita sociale con una propria rappresentanza. Delle formule di mobilità sociale dovranno essere introdotte per permettere agli anziani di contribuire al progresso socioeconomico, grazie alla loro esperienza ed al loro know-how. La parità tra uomini e donne 9. Il PPE propone di promuovere l'uguaglianza sia nella vita familiare che nella vita professionale, attraverso une riorganizzazione dell'orario di lavoro, che non sia riservato solo alle donne, come il part-time, le interruzioni di carriera, il congedo parentale o per motivi familiari urgenti. Propone che una riduzione dell'orario di lavoro da prendere obbligatoriamente durante la vita attiva, in consultazione con le parti sociali, tenendo conto dell'intera carriera, nella forma di un "tempo di credito", sia la stessa per tutti. Generalizzata in questo modo senza essere lineare, questa misura molto flessibile, permetterà di soddisfare le varie richieste dei lavoratori per il loro tempo libero e dovrebbe favorire l'occupazione e tener conto delle esigenze delle imprese di soddisfare le varie richieste dei lavoratori per il loro tempo libero. Questa dovrebbe progressivamente sostituire tutte le attuali forme di sospensione temporanea del contratto di lavoro. 10. In materia di occupazione, il PPE sosterrà tutte le misure volte ad eliminare di fatto la discriminazione contro le donne in materia di assunzione, di salario e di promozione. Sostiene azioni positive di lotta contro tutte le forme di discriminazione. Pretende delle statistiche che tengano conto del sesso in modo da poter seguire in particolare la situazione delle donne sul mercato del lavoro. 11. Nel settore della salute, il PPE constata la mancanza di informazioni specifiche relative alla differenza tra uomini e donne nella ricerca sanitaria, nell'utilizzo dei medicamenti e nel trattamento di certe malattie. Chiede pertanto di tener conto in questi campi sistematicamente del sesso, includendo i sistemi relativi alle diagnosi mediche. 12. L'istruzione, la formazione e i mezzi d'informazione svolgono un ruolo decisivo nella trasmissione dei valori e dei ruoli socio-culturali attribuiti agli uomini ed alle donne. Oltre alla formazione degli educatori e degli insegnanti (si veda il Capitolo V), il PPE chiede all'Unione Europea di stabilire delle regole che i media devono rispettare affinché trasmettano un'immagine che valorizzi le donne. Verrà presentata una proposta sulla base di queste indicazioni alla commissione per i Diritti della Donna. 13. Il PPE si impegna a realizzare un piano d'azioni positive all'interno della sua organizzazione per una democrazia paritaria. 14. Il PPE riconosce che il maggior numero possibile di persone deve dedicare le domeniche alla meditazione, alla famiglia e al riposo. La lotta contro la povertà e l'esclusione sociale 15. Uno degli obiettivi prioritari del PPE è la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale. E' contro i nostri principi di solidarietà e di giustizia sociale constatare che una percentuale sostanziale della popolazione - non per cause proprie - vive al di sotto della soglia di povertà ed in uno stato di insicurezza permanente. 16. Uno degli elementi più importanti nel combattere la povertà e l'esclusione sociale è la politica dell'occupazione, non solo a livello nazionale, ma anche europeo. Si deve riconoscere un ruolo più importante alle parti sociali sia nei processi decisionali nazionali che europei. 17. E' inoltre importante che i sistemi di previdenza sociale continuino ad offrire un livello minimo di protezione sociale. Deve essere evitata l'esclusione di certi gruppi sociali dal mercato del lavoro. Molto può essere fatto per reintegrare tali gruppi riorganizzando il mercato del lavoro ed adattando i costi della manodopera in modo da poter creare nuovi posti di lavoro. 18. Il PPE è convinto che una politica, che stimoli la solidarietà tra le generazioni a livello locale e che includa dei programmi di integrazione sia per giovani che per le persone anziane, contribuirà notevolmente alla lotta contro l'esclusione sociale. Introdurre norme sociali minime 19. Per migliorare l'applicazione delle norme sociali minime convenute a livello internazionale, in particolare quelle contro il lavoro dei bambini e i diritti dei lavoratori, l'UE deve rafforzare la sua posizione in seno alle organizzazioni internazionali competenti come l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), le Nazioni Unite (ONU) e l'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). In quest'ambito, la volontà europea di applicare queste norme minime non deve essere assimilata ad una politica di protezionismo, bensí deve essere considerata come un appello allo sviluppo indipendente, nei Paesi terzi interessati, di regimi di previdenza sociale indispensabili. Se necessario, l'UE puó appoggiare eventuali progetti pilota. Le regole mondiali per un mercato mondiale libero 20. L'internazionalizzazione dell'attività economiche ed il crescente numero di cooperazioni economiche sono una sfida e un'opportunità. Con la diminuzione degli ostacoli economici e tariffari, ci sono ora degli ostacoli non tariffari che minacciano il mercato libero e la concorrenza leale. 21. Per questa ragione, il PPE s'impegna fortemente a continuare la discussione relativa al commercio mondiale nel quadro dell'OMC al fine di ottenere un ulteriore progresso nella liberalizzazione. Devono anche essere gradualmente elaborate delle regole di concorrenza internazionali obbligatorie affinchè la mondializzazione non minacci quanto già conquistato e per evitare che vi siano nuove guerre economiche. L'UE deve continuare ad impegnarsi a favore dei mercati aperti a livello internazionale e a favore della concorrenza leale. 1. L'istruzione e la formazione sono le pietre miliari del futuro. Il PPE considera vitale incoraggiare gli accordi di cooperazione reciproca e di coordinamento relativi all'istruzione in Europa, nel rispetto del principio di autonomia degli Stati Membri e del principio di sussidiarietà ed è convinto che l'Unione debba agire soltanto al livello in cui apporta un valore aggiunto alle politiche nazionali. Le basi dell'istruzione e dell'insegnamento 2. Un livello adeguato di istruzione in tutti gli Stati Membri dell'Unione Europea e la parità d'accesso all'istruzione per tutti gli abitanti, sono la chiave della politica europea della formazione e dell'istruzione. Il sesso o la razza non dovranno mai essere di ostacolo al diritto all'istruzione. La libertà di scelta della scuola 3. In una società democratica ed aperta è evidente che la scelta della scuola sia libera. Le scuole private rappresentano la libertà e il senso di responsabilità di una società. I genitori dovrebbero avere la libertà di scegliere la scuola che secondo loro puó meglio rispondere alle esigenze dei loro figli. Ció riguarda anche le scuole private. Lo Stato deve fornire uguali risorse di base per ciascun ragazzo. Tenere conto delle capacità individuali 4. Non sono ammesse le scuole ed i sistemi di istruzione che non prendono in considerazione le diverse capacità dei loro studenti. Ciascun individuo dovrà essere sostenuto nella fase formativa per ottenere dei risultati conformi alle sue capacità, al suo grado di sviluppo e alle sue esigenze. Pertanto dovranno essere sviluppati dei modelli d'istruzione prescolare. Durante i primissimi anni di vita, esistono delle eccezionali possibilità per ottenere un'integrazione culturale, linguistica e sociale. Le difficoltà di apprendimento e di sviluppo di un bambino possono essere riconosciuti prematuramente e possono essere combattuti sin dagli inizi. Inoltre, in una società dove spesso la famiglia è monoparentale o dove tutti e due i genitori lavorano, è la stessa società che deve colmare l'assenza di uno dei genitori e promuovere la famiglia affinchè i genitori si assumano le loro responsabilità. Il ruolo della famiglia 5. La famiglia deve rimanere l'elemento centrale nell'educazione dei giovani. Il ruolo dei genitori, come pure l'ambiente familiare, non possono essere sostituiti da una struttura educativa. I bambini ed i giovani hanno bisogno di molto affetto e di molta attenzione che solo i genitori, o i familiari più stretti, possono dare. Tuttavia la scuola dovrà sostenere i genitori nell'educazione dei propri figli. 6. Le differenti possibilità educative devono promuovere le pari opportunità tra uomini e donne. Il sesso non deve essere un ostacolo nella scelta del tipo di formazione e di professione. Gli obiettivi dell'educazione La promozione è un'esigenza 7. La qualità dell'insegnamento deve essere garantita. Ogni forma di istruzione comporta e presuppone uno sforzo. Soltanto l'insegnamento, che richiede un notevole impegno, preparerà i giovani alle molteplici sfide del futuro. Ma l'istruzione non deve essere esclusivamente limitata al raggiungimento del risultato. Il successo scolastico non deve dunque essere misurato solo ed esclusivamente sulla base dei voti ottenuti. Devono anche essere considerate altre capacità (manuali, culturali, sociali), anche se queste non sono facilmente traducibili con dei voti. La promozione delle abilità artistiche 8. Le attività artistiche e l'apertura ai tesori culturali arricchiscono l'esistenza umana. L'istruzione deve dunque promuovere il risveglio alla cultura e all'arte. Deve sostenere gli studenti nella scoperta e nello sviluppo delle loro capacità e dei loro talenti creativi ed artistici. La trasmissione dei valori 9. Nel nostro tempo, in cui la moltitudine delle conoscenze e dei dati è incontrollabile ed offre interpretazioni del mondo difficili da scegliere, i corsi di religione sono necessari per un orientamento preciso. La scelta di una convinzione religiosa precisa è utile alla società che ha bisogno di persone con radici solide per poter continuare a progredire e per prepararsi per il futuro. 10. Il PPE è decisamente contro i sistemi scolastici e le strutture educative che marginalizzano i valori e le norme che sono il presupposto di una società libera e responsabile. Formare dei cittadini adulti che si identificano con ideali democratici è un importante obiettivo dell'educazione. Il Programma di Base del PPE (articolo 163) precisa i valori principali : il patrimonio culturale del Cristianesimo, i diritti dell'uomo, l'accettazione della democrazia e dei suoi ideali fondamentali cosí come la parità tra uomini e donne indipendentemente dalle loro origini etniche. Un'insegnamento imparziale della storia europea e mondiale è un elemento importante per assicurare il trasferimento di questi valori. L'educazione al rispetto per l'ambiente e la sensibilizzazione ai pericoli delle droghe devono essere ugualmente considerate come fattori importanti della politica dell'educazione. La qualificazione per il mercato del lavoro Promuovere la mobilità 11. Gli scolari, gli apprendisti e gli studenti devono acquisire una migliore mobilità attraverso l'incoraggiamento alla conoscenza delle lingue straniere. Non è mai troppo presto per apprendere una lingua. Sin dall'asilo e dalle scuole elementari dovrebbero essere inserite nel programma scolastico una o forse due lingue straniere. Si devono migliorare gli attuali programmi europei di scambio e di mobilità, tanto bilaterali che multilaterali. L'applicazione pratica di questi programmi non deve essere paralizzata da una eccessiva burocratizzazione. A questo proposito, i sussidi e le borse di studio dovranno anche essere mantenuti per gli studenti e gli insegnanti per corsi di formazione transnazionali e transfrontalieri. Dovranno essere eliminate, per quanto possibile, le restrizioni al finanziamento dei sussidi in quanto frenano la mobilità e limitano gli studenti e gli insegnanti alla sola offerta nazionale. A tale scopo, potrebbe essere utile un sistema transeuropeo di "voucher" per l'istruzione superiore. 12. Ma le possibilità di mobilità possono essere realizzate solamente se i diversi certificati scolastici, diplomi e lauree costituiscono una chiara indicazione delle qualifiche possedute. La documentazione concernente la scuola, l'università e i certificati di formazione deve essere affidabile. La trasparenza deve essere garantita cosí come la possibilità di confronto. Gli Stati Membri dell'UE devono assicurare una certa standardizzazione in materia di diplomi scolastici, di formazione e delle qualifiche professionali. Le direttive comunitarie relative alle reciproche qualifiche ed ai titoli professionali devono essere migliorate e applicate in modo più efficace dagli Stati Membri. L'apertura alle nuove tecnologie 13. Le strutture educative europee devono creare i presupposti per poter sfruttare le opportunità di lavoro nei settori della microelettronica, della biotecnologia e dell' informazione. In questo settore, si devono promuovere soprattutto gli studi scientifici e delle tecnologie. La scienza e la ricerca devono essere dotate di maggiore e migliore personale che sia capace per far sì che l'Europa ritorni in primo piano nelle tecnologie del futuro. Senza compromettere la libertà individuale relativa alla scelta degli studi, bisogna sviluppare dei legami tra la scienza, l'economia e gli studi umanistici. La formazione continua e professionale 14. Tenuto conto della concorrenza internazionale sempre più aggressiva e delle rapidi evoluzioni del progresso tecnologico, non si deve sottovalutare l'importanza della formazione continua. La capacità e la possibilità del lavoratore di adattamento ai cambiamenti del mondo del lavoro diventano un fattore determinante. Per questo sviluppare le capacità di apprendere lungo tutto l'arco della vita rappresenta uno dei compiti fondamentali della scuola. 15. Le professioni artigianali, manuali e le capacità teoriche sono tutte importanti. Ecco perchè l'istruzione professionale, l'apprendistato e la formazione professionale meritano un'attenzione particolare e devono essere valorizzati, con classi meno numerose, con la promozione dell'insegnamento e della formazione part-time, incrementando gli investimenti a rafforzando la cooperazione tra le scuole e le industrie. 16. Devono essere sviluppati maggiori legami tra il mondo della scuola e quello del lavoro. La formazione deve sapersi adattare ai rapidi cambiamenti del mondo del lavoro. Oltre alle strutture scolastiche flessibili, è necessario un dialogo permanente tra i politici responsabili ed i rappresentanti del mondo del lavoro e dell'insegnamento. I contenuti educativi dei programmi devono essere constantemente controllati e l'educazione deve essere adattata ai cambiamenti tecnologici ed organizzativi del mondo di lavoro. 17. Non é accettabile che i giovani abbandonino la scuola senza avere acquisito una conoscenza di base accettabile. Alle soglie del XXI secolo, non è più tollerato l'anafalbetismo, anche solo parziale. Pertanto, nessun giovane dovrebbe lasciare la scuola senza almeno una qualificazione professionale. Le qualifiche degli insegnanti 18. Oltre alla conoscenza specializzata che un insegnante deve poter offrire, deve anche conoscere la tecnologia moderna d'informazione, cosí come la psicopedagogia e la sociologia per essere in grado di avere una ideonea relazione con gli studenti e con il loro ambiente familiare. 18. La tecnologia dell'Informazione e delle telecomunicazioni moderne sta cambiando il mondo. I bambini non solo devono essere abituati ad utilizzarle il più presto possibile, ma la TIT può anche offrire un nuovo modo adeguato per apprendere, permettendo agli insegnanti di dare agli studenti un'istruzione orientata, cosa che non era possibile in precedenza. Gli insegnanti devono essere capaci di questo e, se necessario, dovranno ricevere una formazione adeguata. 20. Un'attenzione particolare deve essere dedicata alla formazione degli insegnanti. Devono avere una conoscenza perfetta del sistema scolastico sia per quanto riguarda la teoria che per la pratica, e possedere un'adeguata competenza scientifica, pedagogica e sociale. Devono essere messi in grado di effettuare valutazioni e di poter aggiornare costantemente la loro conoscenza e la loro metodologia. 21. I concetti di "genere" e di "interculturale" devono essere inseriti nei programmi di formazione per gli insegnanti e per gli educatori. Gli stereotipi caratterizzati da discriminazione sessuale o etnica devono scomparire dalla scuola ed essere sostituiti da una co-educazione. Questo permetterà ai bambini di apprendere, sin da piccoli, il concetto di uguaglianza. 22. La formazione per gli insegnanti deve permettere loro di inserirsi nell'ambito della cittadinanza europea e di sviluppo durevole. Il PPE spera che "Socrates II" sia utilizzato per rafforzare, in seno agli insegnanti, una nuova coscienza di cittadinanza responsabile. L'istruzione superiore 23. Le libertà fondamentali dell'istruzione superiore comprendono tra l'altro il diritto ad assumere scienziati ed insegnanti, a decidere i metodi di insegnamento e le modalità di esami, di cercare un equilibrio tra ricerca e insegnamento e di assumere le proprie responsabilità economiche. Le libertà dello studente includono la scelta dell'università, del proprio programma di studi e dei propri obiettivi professionali e di come raggiungerli. 24. Le decisioni riguardanti lo sviluppo delle università non devono essere prese soltanto dalle autorità responsabili, dallo Stato o da altri, ma dovranno essere elaborate in uno spirito di partenariato con i rappresentanti del corpo insegnante e degli studenti. Tutte le istituzioni di istruzione superiore dovranno essere trattate ugualmente dallo Stato, sia che siano pubbliche, private o d'iniziativa privata. L'accesso all'Istruzione superiore 25. Tutti dovranno avere le stesse opportunità di accesso all'istruzione superiore. Questa parità fa riferimento soltanto alle questioni finanziarie, sociali e di origine etnica di ciascuno; non significa l'accesso libero, illimitato per tutti. Questo diritto, infatti, dipende da alcune qualifiche, come il diploma di fine studio e di maturità. 26. In conformità al principio di sussidiarietà, il PPE rispetta le differenti tradizioni nazionali riguardanti le spese d'iscrizione. Il PPE è favorevole ad estendere ulteriormente l'accesso all'istruzione superiore, basata sui meriti intellettuali ma non sui mezzi finanziari. Allo stesso tempo, il PPE favorisce una maggiore autodeterminazione degli studenti, la loro scelta concernente gli studi superiori in quanto rappresenta la migliore garanzia di un'evoluzione stabile della scienza e della società. Lo Stato ha un ruolo importante per colmare tali lacune introducendo un sistema adeguato di borse di studio e di prestiti. La mobilità e l'internazionalizzazione 27. Il PPE sostiene una politica di scambio internazionale. I contatti con altre istituzioni accademiche aiutano lo scambio reciproco di informazioni tra le università, che è essenziale per la ricerca avanzata. I programmi bilaterali rendono gli Istituti di insegnamento superiore più indipendenti rispetto allo Stato. 28. La mobilità e i programmi di scambio dell'UE rappresentano il metodo utilizzato per rafforzare la cooperazione e l'innovazione a livello europeo. Il finanziamento di questi programmi deve essere garantito, perchè si tratta di investimenti per una migliore comprensione e per una migliore concorrenza in Europa. 1. La ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica sono stati nel passato e resteranno nel futuro fattori indispensabili per il progresso economico, la produttività ed il benessere. Per l'Europa di oggi costituiscono uno strumento decisivo nei confronti della triplice sfida: la disoccupazione, l'ampliamento e la mondializzazione. 2. In percentuale al PIL o pro-capite, gli europei consacrano alla ricerca ed all'innovazione tecnologica una cifra notevolmente inferiore rispetto agli americani o ai giapponesi. Questo spiega in parte i ritardi che registriamo nel campo della biotecnologia e in quelli delle tecniche dell'informazione che sono anche i settori più promettenti per l'avvenire. L'Europa, come il Giappone e gli USA, deve consacrare la stessa percentuale del PIL alla ricerca ed all'innovazione. 3. Nonostante l'Europa mantenga un livello relativamente buono nel campo della ricerca fondamentale, essa non riesce a trasferire in maniera adeguata tale sapere in innovazioni industriali e commerciali capaci di essere brevettate e di creare valore aggiunto ed occupazione. Questo paradosso si spiega con un insieme piuttosto complesso di fattori economici, fiscali, istituzionali e culturali che devono essere corretti. 4. Innanzitutto è necessario prendere in considerazione i timori che suscitano nell'opinione pubblica alcune scoperte scientifiche i cui effetti e implicazioni a lungo termine possono comportare rischi sulla salute umana o l'equilibrio ecologico del pianeta. Anche se bisogna tenere in considerazione questi rischi e ridurli al minimo, l'attitudine di grande prudenza che si deve tenere a questo proposito non può indurre a rifiutare sistematicamente ed unilateralmente qualunque sviluppo tecnologico e scientifico per il solo motivo che non tutti i rischi sono esclusi. 5. Per migliorare il potenziale scientifico e tecnologico dell'Europa è necessario: a) proseguire nello sviluppo di una vera e propria comunità scientifica già avviata attraverso i programmi della Commissione; b) migliorare il complesso "ricerca-innovazione" attraverso il rafforzamento della cooperazione interdisciplinare e delle sinergie istituzionali tra la ricerca, il marketing e la produzione; c) favorire la mobilità dei ricercatori , migliorare lo statuto fiscale della ricerca e dei ricercatori; d) garantire una protezione adeguata dei risultati della ricerca senza per questo impedirne la loro divulgazione; e) mantenere e se possibile accrescere la parte di bilancio dell'Unione riservata ai programmi di ricerca salvaguardando la coscienziosa allocazione delle risorse, cercando di eliminare la duplicazione della ricerca scientifica. Concentrarsi sulle "tecnologie di punta" del futuro e sui progetti che abbiano un valore aggiunto europeo; f) migliorare l'accesso delle imprese, (soprattutto delle PMI) al mercato dei capitali a rischio e creare le condizioni di espansione di questo mercato a livello europeo per accrescerne la dimensione e la liquidità; g) garantire la sicurezza e prendere in considerazione i principi etici; h) adoperarsi affinché l'opinione pubblica concordi maggiormente con gli obiettivi e i problemi della ricerca scientifica: attraverso una più grande integrazione degli obiettivi della ricerca nelle aspirazioni della società; attraverso una sempre maggiore trasparenza delle decisioni; attraverso una migliore garanzia contro le eventuali derive di certi sviluppi irresponsabili (bioetica); i) aumentare l'accesso delle PMI ai programmi di R&S. Per garantire che le PMI ottengano le linee di bilancio che sono loro destinate, bisogna applicare rigorosamente la definizione di PMI così come definita dalla Commissione Europea nelle sue raccomandazioni del 03/06/1996; j) integrazione degli studenti Il mondo accademico dovrà destare l'interesse degli studenti verso la ricerca nel corso dei loro studi accademici, per dare loro motivazioni e responsabilità in un mondo accademico reale; 6. L'UE ha già un ruolo nel settore delle politiche della scienza e della tecnologia. La creazione di una rete normativa europea servirà da orientamento per le decisioni politiche, considerando la ricerca e lo sviluppo tecnologico a livello europeo. I sussidi della Commissione/UE per la ricerca biomedica debbono effettuarsi nel quadro etico sopra menzionato. La Commissione Europea deve astenersi dal finanziare una ricerca vietata in uno degli Stati Membri e che per questo danneggia le politiche nazionali. 7. Il PPE invita gli Stati Membri ad una più stretta collaborazione in campi come: metodi artificiali di riproduzione ed informazione pubblica tendente ad incoraggiare le persone a prendere delle decisioni responsabili; sfruttamento comerciale delle "madri portatrici"; scelta del sesso per ragioni non strettamente mediche; esperimenti di natura medica sulle persone; protezione delle informazioni di natura genetica; donazione degli organi e proibizione del commercio di tessuti umani e di sostanze genetiche. 1. La minaccia posta dalla criminalità organizzata è una delle sfide più impegnative per la società moderna, insidia le istituzioni democratiche, distorce l'economia di libero mercato, ostruisce la politica fiscale e aumenta il clima di insicurezza. La criminalità internazionale organizzata non conosce limiti, nè nelle aree tradizionali quali il terrorismo, il racket, la prostituzione, soprattutto delle donne e dei bambini, la droga, il gioco d'azzardo, la corruzione ed il commercio illegale d'armi, né nel campo della criminalità economica di massa e, sempre di più, nel campo dell'ambiente. 2. II crimine organizzato utilizza le tecnologie più moderne e nel mercato del XXI secolo si pone ad un livello sempre più elevato rispetto all'autorità dello Stato di diritto degli Stati Membri. I tempi sono maturi per discostarsi dai modelli tradizionali di lotta al crimine, basati su una concezione antiquata del controllo ai confini, ed utilizzare metodi basati su una stretta collaborazione tra le istituzioni giudiziarie, le organizzazioni di Intelligence, l' esperienza acquisita nell'ambito della sicurezza esterna, della polizia e delle autorità doganali oltre le frontiere nazionali. 3. Gli Stati Membri devono mostrare la loro volontà politica ad intraprendere azioni coordinate capaci di affrontare questo problema comune in maniera efficace. La creazione di uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia comune rappresenta una delle grandi sfide per l'Unione Europea nei prossimi anni. 4. Per combattere più efficacemente il flagello del crimine organizzato, è vitale definire un concetto giuridico comune del crimine organizzato nella legislazione penale degli Stati Membri. Le misure da adottare La cooperazione giudiziaria 5. La cooperazione giudiziaria costituisce uno dei mezzi più efficaci per combattere la criminalità organizzata. Gli sforzi degli Stati Membri in questo settore hanno già dato i loro frutti, ma queste azioni devono essere rafforzate nei prossimi anni, in particolare adottando dei provvedimenti che abbiano i seguenti obiettivi:
Europol 6. Dopo la ratifica della Convenzione relativa ad Europol, gli ostacoli ancora esistenti devono essere superati affinchè l'Europol possa assolvere i compiti che le sono stati assegnati. A tempo debito, devono essere riconosciute all'Europol una competeneza esecutiva ed operativa per poter perseguire la criminalità organizzata. L'Europol dovrebbe essere finanziato dal bilancio della CE ed essere soggetto al controllo giudiziario e democratico della Corte di Giustizia e del Parlamento Europeo. L'Europol dovrebbe poter concentrare la sua lotta contro i crimini internazionali gravi e non essere sollecitata da una vasta gamma di altri crimini. Lí dove le autorità nazionali hanno bisogno di assistenza, le forze nazionali di polizia devono continuare ad essere incaricate di azioni investigative sui loro territori. E' prioritario realizzare una più stretta collaborazione con gli Stati candidati e con gli altri Stati confinanti. L'ampliamento delle comptenze di EUROPOL deve comportare, parallelamente, l'introduzione di una garanzia di protezione giuridica per i cittadini. Lo scambio di personale e la formazione comune 7. Ci sono almeno 121 forze diverse di polizia nei 15 Stati Membri dell'UE. Soltanto quando l'idea di superare le frontiere e la cooperazione dell'amministrazione verranno largamente accettate da queste forze, possiamo sperare di ottenere un successo concreto. Lo scambio di personale e la formazione congiunta, in particolare per la prossima generazione dei capi di queste forze, sono essenziali per instaurare una fiducia reciproca. In questo modo dei metodi più efficienti e delle nuove idee possono essere facilmente condivisi ed applicati. I programmi comunitari come GROTIUS, SHERLOCK, STOP, OISIN e FALCONE devono essere incoraggiati e se necessario ampliati, poichè forniscono la base per una maggior cooperazione, per lo scambio di magistrati e di polizia e per la formazione comune. Le statistiche comparabili relative ai crimini 8. Un settore chiave che necessita di un miglioramento è quello della realizzazione di statistiche criminali affidabili. L'analisi appropriata della situazione del crimine e dello sviluppo delle tendenze è impossibile senza statistiche affidabili e di vasto raggio. E' prioritario accordarsi sulla definizione dei crimini e su come poterli perseguire. A questo proposito, dovrebbe essere introdotta una vera politica relativa al crimine a livello europeo che stabilisca delle priorità in quest'ambito e porti allo sradicamento del problema. La cooperazione tra l'Unione europea ed i Paesi terzi 9. Il problema del crimine organizzato va ben oltre i confini dell'UE. La cooperazione con i Paesi terzi è, pertanto, essenziale. L'UE deve in particolare assistere i Paesi dell'Europa Centrale e Orientale, soprattutto con i finanziamenti PHARE, per migliorare i loro sistemi di polizia e giudiziari e per permettere loro di affrontare meglio il crimine organizzato. Inoltre dobbiamo rafforzare la cooperazione tra le polizie e le dogane degli Stati Membri e dei Paesi candidati, possibilmente con strutture ed operazioni congiunte. Inoltre, la cooperazione con i Paesi del bacino Mediterraneo, nell'ambito del processo di Barcellona, è di capitale importanza per lo sviluppo dell'Unione. 10. La Russia é un problema particolare a causa della sua dimensione e dei suoi rapidi cambiamenti economici. I finanziamenti di TACIS dovrebbero essere messi a disposizione per mettere a punto e per modernizzare il suo sistema di giustizia criminale e per migliorare la sua capacità di controllo finanziario. La cooperazione nella lotta contro terrorismo 11. La cooperazione tra gli Stati europei per lotta contro il terrorismo deve essere rafforzata. L'Unione deve individuare gli strumenti per difendere la libertà dei suoi cittadini e la sicurezza dei suoi Stati Membri contro i nemici più determinati. La cooperazione di polizia e giudiziaria, gli scambi d'informazioni, l'Intelligence e la solidarietà politica sono degli strumenti potenti per la lotta al terrorismo. La cooperazione contro la criminalità 12. E' opportuno introdurre un'armonizzazione legislativa nei settori dove risulta necessaria per la cooperazione delle forze di polizia. Infatti, sono notevolmente diversi i metodi e le esigenze della dogana, della polizia e della giustizia nel perseguire, arrestare e processare i commercianti di droga. La diversità delle pratiche e delle leggi hanno permesso a grandi criminali di sfuggire alla giustizia. Le difficoltà o l'incapacità di agire nel controllare le consegne di droghe, individuare le radio collegate con i veicoli, l'inseguimento dei criminali oltre frontiera, le impossibilità di effettuare degli arresti rapidi e le differenti legislazioni relative alle perquisizioni, dimostrano quanto le leggi esistenti rappresentino un ostacolo piuttosto che un aiuto alla cooperazione per ottenere dei risultati soddisfacenti. 13. Deve essere valutata la possibilità di istituire un procuratore pubblico europeo per un numero limitato di reati di frontiera, a condizione che le azioni investigative e le sentenze giudiziarie rimangano di competenza nazionale. Chiediamo l'armonizzazione dei codici penali nazionali per la criminalità transfrontaliera (la definizione dei reati, delle pene e delle procedure), l'applicazione della Risoluzione del 1996 sulla condanna delle persone colpevoli per traffico di droga, e chiediamo a tutte le Corti di Giustizia nell'UE di inviare un chiaro messaggio nel senso di punire severamente qualsiasi forma di traffico di droga. Il riciclaggio del denaro sporco 14. Elemento centrale nella lotta contro il crimine organizzato è un'azione efficace contro le possibilità di riciclare il denaro sporco. Le direttive esistenti in questo settore devono essere completamente applicate. Inoltre, un'azione efficace e mirata da parte dei legislatori, delle banche, degli avvocati, degli ispettori fiscali e delle organizzazioni di sicurezza è necessaria per privare completamente la criminalità organizzata della sua ragion d'essere, ossia il profitto. Questo include anche il controllo dei cosiddetti paradisi fiscali nei territori associati all'UE e l'esame della legislazione nazionale sul segreto bancario. Le misure specifiche per combattere la criminalità relativa alla droga 15. Allo scopo di costruire una società senza droghe, devono essere prese delle misure più efficaci per combattere la produzione e il traffico di droga con misure di accompagnamento volte a prevenire il consumo di droga, in particolare tra i giovani, e ad aumentare per i tossicomani le opportunità di accesso ai programmi di trattamento, di reinserzione e di terapia. 16. Una legalizzazione relativa alle sostanze narcotiche o psicotropiche è inaccettabile. La legalizzazione delle droghe "leggere" inciterà i trafficanti di droga ad organizzarsi, in modo più energico rispetto al passato, nella distribuzione e nella vendita di droghe anche più pericolose. E' per questo che il PPE sostiene con fermezza il mantenimento delle Convenzioni delle Nazioni Unite sulle sostanze narcotiche e psicotropiche ed insiste affinchè tutti gli Stati Membri le firmino per poi ratificarle e rispettarle sia nello spirito che nella pratica. 17. Devono essere inserite nei Trattati Internazionali delle clausole che impegnino i nostri partner in Asia, Africa del Nord, Caraibi, ed America Latina, allo sradicamento della produzione e del traffico di droga. Inoltre, dobbiamo aiutare seriamente i Paesi produttori nel porre fine alla produzione di droga mettendo a loro disposizione competenza, finanze e garantire l'accesso ai nostri mercati con delle colture agricole alternative. Si possono utilizzare dei finanziamenti, in virtù degli accordi di associazione e di cooperazione, in Asia, i fondi TACIS per i membri della CEI, i finanziamenti MEDA per la regione Mediterranea, i fondi d'iniziativa dei Caraibi per questa regione e i fondi nell'ambito della Convenzione con gli Stati ACP. 18. Nelle regioni sfavorite, la proliferazione del crimine deve essere eliminata con delle opportunità d'istruzione e di formazione. L'idea di un partenariato tra le comunità locali, le parti sociali e lo Stato sulla base delle linee formulate dal Patto di Fiducia del Presidente della Commissione, Santer, deve essere sviluppata come modello per la rigenerazione economica e sociale di queste comunità. 19. Inoltre, l'approvazione del piano d'azione comunitario contro il consumo delle droghe offre per la prima volta l'opportunità di elaborare e finanziare una strategia comunitaria, che potrà svilupparsi in un vasto programma di prevenzione, con la famiglia e la scuola quali assi fondamentali di questa lotta. Lo scambio di esperienze relative alla lotta contro la droga deve essere istituzionalizzato oltre i confini dell'Unione Europea. L'esecuzione dei controlli investigativi non basati su sospetti o dipendenti da fatti concreti 20. A livello nazionale, lo scopo principale deve essere quello di individuare delle zone lungo i confini, lungo gli itinerari di transito internazionali e dei centri di traffico, nelle quali possono essere effettuate le ricerche investigative. In particolare, i controlli di sicurezza, inclusi i controlli che non dipendono nè da sospetti nè da un fatto concreto, possono contribuire a colmare le lacune sul piano della sicurezza. Il PPE, pertanto, fa appello a tutti i Paesi affinchè introducano questo strumento efficace il più rapidamente possibile in risposta all'aumento costante della mobilità dei criminali. Il traffico di esseri umani 21. Le statistiche recenti rivelano che ogni anno circa 500.000 donne sono trasportate, con forza ed illegalmente, dai Paesi dell'Europa Centrale e Orientale nell'UE per essere sfruttate fisicamente e psicologicamente come prostitute. Il PPE si impegna a combattere con tutti i mezzi questa rete criminale con delle pene realmente dissuasive, intensificando la campagna contro la prostituzione, ossia prevenzione e informazione, migliorando l'accoglienza delle vittime del traffico umano, prevedendo un'assistenza giuridica e un aiuto gratuiti, facilitando il rilascio di un permesso di soggiorno per coloro che correrebbero dei rischi rientrando nel loro Paese. La lotta contro il traffico e l'abuso sessuale dei bambini 22. Questa lotta inizia con una severa condanna della produzione, del possesso e del traffico di materiale pornografico che coinvolge i bambini. La legislazione deve permettere di perseguire penalmente i residenti degli Stati Membri che abbiano commesso all'estero dei reati a carattere sessuale contro un bambino, anche in assenza d'iniziativa dello Stato dove i reati sono stati commessi. Infine, la persona condannata per reati contro i bambini non deve essere autorizzata ad esercitare un'attività professionale o volontaria che riguardi dei bambini. I bambini scomparsi e sequestrati 23. I bambini scomparsi, sfruttati sessualmente e sequestrati rappresentano una preoccupazione primordiale per i Paesi dell'UE. Si deve promuovere la creazione di una rete europea di ONG basata su esperienze esistenti (per esempio Child Focus Bruxelles). Verso una politica comunitaria dell'immigrazione e dell'asilo 1. Siamo responsabili nel garantire una giusta politica verso tutti coloro che entrano nell'Unione Europea. Per il PPE è di vitale importanza adottare dei regolamenti comuni in materia di immigrazione e di asilo nell'Unione Europea. Deve essere adottata una politica chiara ed inequivocabile rispetto agli Stati Membri e ai Paesi terzi, che differenzi soprattutto ed i | |||||||||||||||||||||||||