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Discorsi

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Discorso dell On. Antonio Tajani MEP (PPE-DE, Italia), Presidente della delegazione italiana (Forza Italia) del Gruppo PPE-DE,
al Parlamento Europeo
Mercoledì, 31 maggio 2006



Discussione sull'avvenire dell'Europa, con la partecipazione del Primo ministro belga, membro del Consiglio europeo




Antonio Tajani (PPE-DE). – Signor Presidente, signor Verhofstadt, l'Europa è un grande ideale, è la nostra storia, è il nostro futuro. L'Europa è la nostra cultura, i nostri valori, è la civiltà occidentale che crede nella libertà, nella tolleranza, nella centralità della persona e nella pace e che quindi non può rinunciare alle sue radici cristiane. Ecco perché non possiamo pensare che l'Unione sia soltanto burocrazia lontana dai cittadini ed un'istituzione preoccupata solo di dettare regole su tante piccole questioni. Per coinvolgere le coscienze dei popoli, è questo il problema, abbiamo bisogno di un'Europa che dia risposte alle esigenze più importanti dei cittadini, come prevede il testo del trattato costituzionale sottoscritto a Roma.

Per superare la crisi attuale l'Unione ha bisogno di un trattato che avvicini l'Europa alla gente. Riponiamo quindi grande fiducia nel semestre a guida tedesca per raggiungere una meta per la quale tutti lavoriamo. L'Europa ha bisogno di rafforzarsi in uno scenario di irrinunciabili rapporti transatlantici, ha bisogno di un'unità politica per affrontare alcune grandi sfide. Primo: la lotta al terrorismo per costruire la pace in Medio Oriente e nei Balcani; secondo: la crescita e lo sviluppo seguendo il processo di Lisbona ma senza violare alcune regole alle quali deve assoggettarsi anche la scienza e favorendo in fretta la liberalizzazione dei servizi; terzo: il confronto economico e commerciale con Cina e India, due grandi paesi emergenti che stanno però preparando un'alleanza fra loro; quarta sfida: la questione energetica, pensando anche al nucleare; quinta: l'immigrazione e l'emergenza Africa; sesta: l'allargamento dei confini a cominciare dall'adesione di Romania e Bulgaria e poi della Croazia senza chiudere le porte ad altri paesi candidati.

Vinceremo queste sfide soltanto se riusciremo a trasformare l'Europa, oggi troppo condizionata dalla burocrazia, nell'Europa dei cittadini, della politica e dei valori.




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