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Discorsi

up one level
Discorso del Elmar Brok MEP (PPE-DE, Germania)
Presidente della commissione per gli Affari Esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa
al Parlamento Europeo
Martedì 25 ottobre 2005


Progressi compiuti da Bulgaria e Romania in vista dell’adesione



Elmar Brok, a nome del gruppo PPE-DE. – (DE) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, sul tema di cui stiamo discutendo il Commissario ed io non siamo sempre d’accordo; tuttavia, in qualità di presidente della commissione per gli affari esteri devo riconoscere che il Commissario sta diventando molto cooperativo con il Parlamento e che si mette a disposizione della nostra commissione ogni volta che ce n’è bisogno. Desidero ringraziarlo della sua disponibilità e anche di quanto ha detto sulla procedura concordata con il Parlamento al momento della ratifica la primavera scorsa, ovvero che il Parlamento sarà consultato nuovamente sulla data di adesione prima che la Commissione europea trasmetta la propria decisione al Consiglio.

Dobbiamo tener conto dei progressi compiuti da questi due paesi, che appartengono al gruppo dei dodici. Dieci di essi sono già diventati Stati membri dell’Unione, e quindi è fuor di dubbio che un giorno aderiranno anche Bulgaria e Romania. Resta da stabilire quando ciò avverrà, se il 1o gennaio 2007, come previsto dai trattati, oppure un anno dopo, sebbene sussista la possibilità, fino a tre anni dopo l’adesione, di annullare interi capitoli se non sono stati attuati nei modi dovuti.

Sono certo che i nostri relatori e anche la commissione per gli affari esteri, agendo su incarico del Parlamento e d’intesa con la Commissione europea, saprà valutare e determinare con esattezza se ci saranno le condizioni necessarie per l’adesione alla data del 1o gennaio 2007. L’affermazione odierna della Commissione può essere definita, a mio parere, un “cartellino giallo”, nel senso che ai paesi in questione si offre l’opportunità di recuperare il tempo che hanno perduto a seguito di circostanze di politica interna, indicando però anche le questioni estremamente serie che sono motivo di forte preoccupazione, tra cui, ad esempio, la capacità di assorbimento di questi paesi e la capacità di funzionamento del mercato interno. Altre questioni preoccupanti attengono al sistema giudiziario, come la lotta contro la corruzione, nonché al potenziamento dell’apparato amministrativo, per mettere il mercato interno in grado di funzionare – cosa che è nell’interesse tanto di Bulgaria e Romania quanto dell’Unione europea.

Sebbene l’adesione non sia condizionata all’entrata in vigore della Costituzione, la mancata ratifica di quest’ultima ha messo in luce l’esistenza di problemi in riferimento al processo costituzionale. Si tratta di problemi addizionali che non possiamo accollarci se le condizioni non sono soddisfatte, e in ogni caso si tratta di questioni che dovremo esaminare con spirito critico. Ci sono altresì questioni correlate con la corruzione e la criminalità organizzata, problemi di sicurezza interna, i problemi citati dalla Commissione in relazione alle frontiere esterne, e in tutti questi casi si tratta di materie veramente molto importanti, non da ultimo agli occhi dell’opinione pubblica.

Se vogliamo che i nostri cittadini reputino l’Unione europea capace di crescere e svilupparsi ulteriormente, dev’essere chiaro che non vi è nulla di automatico, ma che, al contrario, stiamo prendendo molto sul serio l’analisi della situazione e che passeremo all’azione solo dopo tale analisi, e non per acquiescenza politica. E’ per questo motivo che, nei prossimi mesi, affronteremo la questione con la massima serietà.

Pur desiderando sinceramente che Bulgaria e Romania diventino Stati membri dell’Unione europea, dobbiamo anche creare le condizioni necessarie per rendere realizzabile questo nostro intento. Pertanto, a nome del mio gruppo e, forse, anche a nome della commissione per gli affari esteri, desidero accogliere l’invito della Commissione europea a collaborare strettamente affinché la decisione che prenderemo all’inizio del prossimo anno possa essere la decisione giusta.

(Applausi)


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