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Discorsi

up one level
Discorso del Hans-Gert Poettering
Presidente del Gruppo del PPE-DE
al Parlamento Europeo
Mercoledì 25 maggio 2005


Mozione di censura

Hans-Gert Poettering, a nome del gruppo PPE-DE. – (DE) Signor Presidente della Commissione, onorevoli colleghi, vi sono dibattiti ai quali si partecipa per un senso di dovere e responsabilità nei confronti dell’integrazione europea e delle sue Istituzioni, e quello odierno ne è un esempio.

Chi ha presentato questa mozione di censura lo ha fatto sulla base dell’articolo 201 del Trattato che istituisce la Comunità europea e dell’articolo 100 del Regolamento. Rispettiamo tale diritto, ma vorremmo anche dire che, avvalendosene, gli autori della mozione lo sminuiscono, poiché ne fanno un evidente uso improprio.

(Applausi)

Analogamente ai membri degli altri gruppi citati poc’anzi, il collega Brian Crowley, presidente, del gruppo “Unione per l’Europa delle nazioni”, mi ha informato che sottoscrive quanto affermato il 13 maggio, ossia che l’azione avviata dagli autori di questa mozione è assolutamente ingiustificata e del tutto eccessiva.

A questo oggi vorrei aggiungere che, a mio parere, la mozione è indegna di esseri umani civili e che si tratta di un atto di evidente opposizione politica all’integrazione del nostro continente.

(Applausi)

Come ha sottolineato il Presidente della Commissione, so che la crociera si è svolta nella seconda metà di agosto. La Commissione ha approvato il progetto citato dalla mozione il 23 settembre, il Parlamento europeo ha espresso la propria fiducia alla Commissione Barroso con la votazione del 18 novembre e il nuovo Esecutivo si è insediato il 22 di quello stesso mese.

E’ quindi evidente che la responsabilità dell’approvazione accordata il 23 settembre ricade sulla Commissione guidata da Romano Prodi. Questo dimostra quanto sia assurda e poco credibile la mozione di censura, che pertanto crolla come un castello di carte!

(Applausi)

Di fatto, gli autori della mozione non hanno nulla di personale contro José Manuel Durão Barroso. Si tratta di un attacco alle Istituzioni europee e alla loro credibilità, soprattutto a quella della Commissione. E’ una vendetta personale, perseguita al fine improprio di gettare discredito sulle Istituzioni europee, e di farlo a soli pochi giorni dai referendum sulla Costituzione che si terranno in Francia e nei Paesi Bassi.

Cinque deputati appartenenti ai Democratici europei all’interno del mio gruppo hanno sottoscritto la mozione, senza informare, e ancor meno consultare, il presidente della loro delegazione nazionale o il presidente del gruppo. Lasciate che vi dica, qui e ora, che questi cinque deputati si sono messi fuori del gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e dei Democratici europei e che non godono più della nostra solidarietà.

(Vivi applausi)

Mi riferisco all’onorevole Helmer quando dico che con nessun altro membro del gruppo ho avuto la stessa pazienza che ho usato con lui. Lei, onorevole Helmer, ha appena rinunciato alla sua appartenenza al gruppo PPE-DE e, per rispetto alla dignità di ogni individuo, mi permetta, a livello personale, di augurarle ogni bene per il futuro.

(Applausi)

Vorrei dire all’Assemblea che abbiamo fiducia nella Commissione e nel suo Presidente. Due settimane fa, in quello che per me ha rappresentato uno dei momenti più alti del mio impegno politico in quest’Aula, la stragrande maggioranza di noi si è confrontata con il passato dell’Europa e, adottando la risoluzione sul sessantesimo anniversario dellafine della Seconda guerra mondiale, è giunta a una decisione ampiamente maggioritaria volta a riconoscere la verità storica dell’Europa e a delineare la strada da percorrere in futuro. Siamo perfettamente consapevoli della nostra responsabilità, e non permetteremo a nessuno di intralciare la nostra determinazione a continuare a lavorare alla costruzione della pace rappresentata dall’integrazione europea. Quindi, signor Presidente, lei e la sua Commissione potete proseguire la vostra opera, perché noi siamo al vostro fianco!

(Vivi applausi)




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