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DiscorsiDiscorso del Hans-Gert Poettering
Presidente del Gruppo del PPE-DE al Parlamento Europeo Mercoledì 13 aprile 2005 Riunione del Consiglio europeo (Bruxelles, 22-23 marzo 2005) Hans-Gert Poettering, a nome del gruppo PPE-DE. – (DE) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Presidente della Commissione, onorevoli colleghi, il gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e dei Democratici europei reputa positivi i risultati del Consiglio di primavera sulla Strategia di Lisbona. Riteniamo che il Consiglio abbia trovato una via adeguata per esprimere il proprio pensiero, enunciando obiettivi che sono ambiziosi, ma al contempo realistici. Al pari del Consiglio e della Commissione siamo del parere che sia necessario migliorare la competitività dell’Unione europea e aumentare la crescita, nonché utilizzare nel corso di tale processo la migliorata competitività e la maggiore crescita per creare nuovi posti di lavoro. A tal fine Commissione, Consiglio e Parlamento hanno il dovere comune di formulare una legislazione europea all’altezza dell’obiettivo. Ciò vale principalmente per tutta la legislazione REACH, in altre parole per la legislazione sulle sostanze chimiche, ambito in cui noi, come Parlamento europeo, e il Consiglio abbiamo un immenso lavoro legislativo da portare a termine. Sollecito anche la Commissione a dare il proprio contributo al riguardo. Nel quadro della strategia di Lisbona, ci siamo espressamente rallegrati per la buona cooperazione emersa non solo tra Commissione, Consiglio e Parlamento, ma anche, e soprattutto, con i parlamenti nazionali. Il Presidente dell’Assemblea ha proposto, iniziativa a mio parere ottima, che il Parlamento europeo consulti le controparti nazionali sulla strategia di Lisbona. E’ un’iniziativa positiva per la questione in discussione, per la strategia di Lisbona, nonché per la collaborazione tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali. Tale iniziativa dovrebbe essere presa ad esempio anche in altri settori politici. Per quanto riguarda la stabilità della moneta europea, la grande maggioranza del nostro gruppo sarebbe stata favorevole al rispetto delle regole precedenti. Sottolineiamo con forza che la fiducia nella stabilità della moneta europea è la base per la fiducia reciproca tra europei e nel processo di unificazione europea. Tuttavia – e mi rivolgo in particolare al Presidente in carica del Consiglio europeo con la sua esperienza; penso infatti che sia il solo qui ad essere stato presente a Maastricht alla firma del Trattato –, occorre dare atto dell’impegno a non operare sconti sui criteri del 3 per cento e del 60 per cento. L’interpretazione secondo cui potremmo superare il 4 per cento o forse anche più è dunque assolutamente scorretta. Le conclusioni affermano espressamente che, nel caso in cui sia superiore al 3 per cento, il debito deve avvicinarsi a tale massimale, e che questo non è un assegno in bianco o un pretesto per un nuovo debito senza limiti. A nome del nostro gruppo sollecito la Commissione a continuare risolutamente a svolgere in futuro il proprio ruolo di custode del diritto e della stabilità. Quanto alla Croazia, sebbene il nostro gruppo ritenga che a questo paese non venga riservato un trattamento equo, accogliamo positivamente gli sforzi compiuti, in particolare dal Presidente in carica del Consiglio, onde garantire che finalmente il Tribunale internazionale dell’Aia si pronunci o emetta una sentenza preliminare in merito all’avvio dei negoziati, e che venga istituita una commissione per esaminare la situazione croata. Auspico un rapido avvio dei lavori cosicché i negoziati con la Croazia possano iniziare. Sostengo pienamente quanto è stato detto su Kyoto. Appoggiamo tutti coloro che promuovono con determinazione la riduzione delle emissioni. Nella nostra risoluzione comune, vale a dire nella risoluzione di compromesso del Parlamento, al paragrafo 35 prendiamo inoltre posizione sull’embargo sulle armi imposto alla Cina. Vogliamo dire ai capi di Stato e di governo che il Parlamento, e credo ci sia unanimità su questo punto, o almeno il nostro gruppo, non accetterà di revocare l’embargo sulle armi per motivazioni legate ai diritti umani di altra natura. (Applausi) La massima priorità delle prossime settimane è l’approvazione della Costituzione europea. Esortiamo tutte le parti interessate a dare il proprio contributo, così da poter ottenere la maggioranza nei referendum in Francia e nei Paesi Bassi. Un esito positivo costituirebbe un buon punto di partenza per le successive consultazioni referendarie, visto che la Costituzione è la massima priorità e che abbiamo bisogno della Costituzione europea per il futuro dell’Europa. (Applausi) |
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