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DiscorsiDiscorso del Jean Spautz MEP (PPE-DE, Lussemburgo)
al Parlamento Europeo Mercoledì 12 gennaio 2005 Programma della Presidenza lussemburghese Jean Spautz (PPE-DE). – (LU) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Presidente della Commissione, onorevoli colleghi, la Presidenza del Consiglio lussemburghese di questo primo semestre 2005 è con ogni probabilità l’ultima di questo genere. In virtù della Costituzione europea quando il mio paese rivestirà la Presidenza di turno, la Presidenza del Consiglio dei capi di Stato e di governo sarà stata definitivamente riformata. Ne consegue che un’ultima Presidenza, come questa, deve essere positiva e che le sue conquiste devono superare la prova del tempo. I compiti maggiori e più difficili della Presidenza del 2005 riguardano la politica finanziaria; l’agenda è dominata dalla definizione del quadro finanziario per il periodo 2007-2013 e da una interpretazione più flessibile del Patto di stabilità e di crescita. Occorre negoziare un quadro finanziario per l’Europa allargata il cui ambizioso approccio all’elaborazione della politica europea non sia pregiudicato da vincoli finanziari a livello nazionale. I 450 milioni di abitanti dell’Europa si aspettano che l’Unione europea sia in grado di agire in modo efficace e non soddisferemo le loro aspettative discutendo su decine e centinaia di punti percentuali; è pertanto essenziale che la Presidenza lussemburghese riesca nell’ardua impresa di imprimere alla programmazione finanziaria dell’Unione una dimensione europea. Nel fare ciò la Presidenza agirà nell’interesse di ogni europeo e di un’Unione che, non solo si allarga, ma che arreca benefici ai propri cittadini dotando le proprie politiche di un opportuno e adeguato sostegno finanziario, in assenza del quale le ulteriori ondate di adesione sopravanzeranno le capacità dell’Unione. Nei prossimi sei mesi, il Patto di stabilità e di crescita dovrà essere reinterpretato in funzione della situazione economica. Infatti in Europa il buon senso economico e l’esigenza di una politica occupazionale dinamica richiedono che il Patto venga adeguato in funzione delle condizioni del ciclo di crescita. Il Patto riguarda la crescita e la stabilità e occorre impedire che l’eccessiva rigidità ostacoli la crescita invece di promuoverla. Il 22 marzo di quest’anno vi sarà la revisione intermedia della strategia di Lisbona, verranno valutati i risultati finora conseguiti e si definiranno nuove priorità. La Presidenza lussemburghese del Consiglio propone che, entro il 2010, ogni Stato membro avvii riforme concrete e comprovabili in ciascuna delle aree in cui la strategia di Lisbona richiede di intraprendere azioni. Ciò detto l’ambiente economico dell’UE subirà ulteriori cambiamenti nei prossimi cinque anni. L’Europa non è la sola al mondo a cercare di migliorare i propri risultati e di diventare più competitiva. L’agenda della riforma di Lisbona dovrà pertanto essere attuata con successo nel 2010. La Presidenza lussemburghese è ben consapevole di ciò e si sforzerà di assicurare che la sua dichiarazione di intenti sia seguita da una fase di effettiva attuazione dei progressi. Infine mi sta molto a cuore che in questo dibattito si parli degli epocali cambiamenti che sta vivendo l’Ucraina, che è uno Stato europeo, e che negli ultimi mesi ha dimostrato il desiderio di essere uno di noi e la sua capacità di arricchire la famiglia europea con le proprie convinzioni e la propria esperienza. Se sotto la Presidenza lussemburghese si avvierà il completamento della mappa europea, dovremmo tenere presente che Slovacchia, Polonia, Ungheria e Romania hanno un vicino che vede il suo futuro insieme a tutti noi, in Europa. (Applausi a destra) |
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