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Discorsi

up one level

Discorso del Presidente del Gruppo del PPE-DE,
Hans-Gert Poettering
al Parlamento Europeo
Mercoledi' 24 aprile 2002


Riunione dei Ministri euromediterranei degli affari esteri (Valencia, 22/23 aprile 2002)


Poettering (PPE-DE). - (DE) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, onorevoli colleghi, gli applausi rivolti al Commissario Patten hanno evidenziato che una situazione, per quanto drammatica e apparentemente disperata, non deve mai spingerci a smettere di dialogare. Infatti, in tal caso, a parlare saranno soltanto le armi. E’ importante che oggi qui si svolga la discussione sul dialogo euromediterraneo. Ringrazio espressamente la Presidenza spagnola per il suo impegno.

Probabilmente il dialogo euromediterraneo non è mai stato così indispensabile come adesso, nonostante gli sconvolgenti eventi in atto in Medio Oriente. Oggi ci troviamo dinanzi al grave pericolo che si venga a creare un clash of civilizations, che si verificherà se cominciamo a costruire nelle nostre menti delle barriere tra culture. Pertanto, uno dei nostri compiti in questi giorni e in futuro deve consistere nel portare avanti il dialogo tra culture. Questo è il punto di partenza!

Sono però sconvolto nel sentire che, da un lato, si propone la costituzione di questa fondazione per il dialogo interculturale, alla quale siamo favorevoli, ma che, dall’altro, questo milione di euro, che evidentemente non è un importo rilevante, non verrà messo a disposizione. Se firmiamo dei documenti già sapendo che non avranno alcun valore non appena lasceremo la conferenza, allora queste conferenze sono inutili! Invito dunque la Presidenza spagnola e la Commissione a garantire che vengano stanziate anche le risorse necessarie per promuovere il dialogo.

(Applausi)

In queste settimane e in questi mesi guardiamo con grandi attese all’ampliamento dell’Unione europea ad est. E’ però importante rivolgere lo sguardo anche a sud, in quanto i pericoli lì sono probabilmente di gran lunga maggiori dei problemi che vive l’Europa orientale. Se è vero che la distanza di Algeri, la capitale dell’Algeria, da Parigi è minore rispetto a quella tra Parigi e Varsavia, ciò deve sottolineare anche a livello geografico che l’area mediterranea, l’Africa settentrionale, il Medio Oriente rivestono enorme rilievo per noi europei.

Siamo favorevoli a che si avvii un effettivo partenariato politico strategico con l’area mediterranea, con i paesi dell’Africa settentrionale, con il Medio Oriente, a che si crei un partenariato economico e finanziario e a che si costituisca un partenariato sociale e culturale. Logicamente la lotta contro il terrorismo è importante e noi tutti siamo favorevoli a questa lotta. Tuttavia, nel quadro del dialogo con il mondo arabo ed islamico, non ci possiamo limitare alla lotta al terrorismo, dobbiamo invece condurre un dialogo che tocchi tutte le questioni politiche, economiche, finanziarie e culturali. Pertanto, dobbiamo fare molto di più di quanto fatto in passato.

(Applausi)

E’ ovvio che è essenziale disporre di un’Assemblea parlamentare euromediterranea, come del resto abbiamo chiesto. Ma non rispetteremmo le nostre responsabilità di europei, di Parlamento europeo, se credessimo che tali compiti si esauriscano con la creazione di una siffatta istituzione. No, dobbiamo impegnarci a tradurre in realtà la dichiarazione ufficiale. Dopo aver visitato alcune volte Israele, ho visitato diversi paesi del mondo arabo e ho l’impressione che questi paesi potranno vivere in sicurezza, libertà e democrazia solo se riusciremo a creare in essi nuovi posti di lavoro. Il Commissario ha sostenuto che nell’area mediterranea c’è bisogno di 40 milioni di posti di lavoro. Se non riusciremo a crearli, i giovani continueranno ad accalcarsi nelle carrette del mare e - come affermano le stime - ogni anno 7.000 persone provenienti soltanto dal Marocco annegheranno nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste del Portogallo o della Spagna. Per questo motivo, si deve riuscire a favorire lo sviluppo in quei paesi. Dobbiamo soprattutto contribuire a far sì che l’economia si privatizzi, che le PMI abbiano un’opportunità, così da creare nuovi posti di lavoro. L’analfabetismo deve scomparire dagli Stati dell’Africa settentrionale, in quanto la formazione rappresenta uno dei principali prerequisiti per lo sviluppo dell’uomo e, soprattutto, per l’applicazione dei diritti dell’uomo.

Per quanto riguarda il Medio Oriente, anche all’interno del nostro gruppo abbiamo condotto discussioni molto intense, perché si tratta di un tema molto importante. Innanzitutto diciamo: smettetela con la politica del dente per dente, occhio per occhio! Se si continuerà su questa strada, non vi sarà mai pace in Medio Oriente! E’ quindi importante che le truppe israeliane si ritirino. Allo stesso tempo diciamo però: è un crimine convincere i giovani a cingere il proprio corpo con cariche esplosive per uccidere altre persone! Per questo, dobbiamo formulare richieste ad entrambe le parti, in pari modo sia ad Israele sia ai palestinesi.

Dobbiamo constatare che i nostri amici statunitensi non possono riuscire da soli a instaurare la pace. Gli americani dovranno fornire certamente un importante contributo, ma per svariati motivi i palestinesi nutrono maggiore fiducia negli europei che negli americani. Perciò - anche a causa di Israele, ma anche per questa ragione - dobbiamo assumerci una notevole responsabilità in questa regione. Fortunatamente vi sono dei rappresentanti di Israele assai credibili. Ieri, durante la Conferenza dei presidenti, abbiamo discusso con il Presidente della Knesset, Avram Burg, e devo dire che questo colloquio ha fatto rinascere in me la speranza, perché in Israele vi sono personaggi politici che privilegiano la riconciliazione e non lo scontro e le azioni militari.

Invitiamo le parti in causa, i palestinesi, gli israeliani, la comunità internazionale, a promuovere i nostri sforzi affinché nel Medio Oriente regni la pace, affinché noi europei possiamo avere un futuro anche con i paesi dell’area del Mediterraneo e affinché Israele e Palestina possano vivere circondati da confini sicuri. Questa è la missione per quanto riguarda i diritti dell’uomo nel Medio Oriente!

(Applausi)



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