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DiscorsiDiscorso dell'on. Gerardo Galeote Quecedo,
membro del Parlamento Europeo al Parlamento Europeo Mercoledi', 16 Gennaio 2002 Programma della Presidenza spagnola
Galeote Quecedo (PPE-DE). - (ES) Signor Presidente, spero che non voglia cominciare a ridurre il tempo a disposizione degli oratori cominciando dal me. Mi sembra che nella discussione di oggi si percepisca chiaramente che stiamo attraversando un momento decisivo per l'integrazione europea. Ritengo pertanto che gli ambiziosi obiettivi della Presidenza spagnola, che potrebbero tutti definirsi storici, forniscono una risposta adeguata ai problemi attuali. E' indubbio che la convinzione, se non addirittura l'entusiasmo, con cui 300 milioni di cittadini europei hanno fatto entrare l'euro nella loro vita, ci fa guardare al futuro con ottimismo. Il Parlamento europeo, espressione della volontà popolare, deve dimostrare di essere in grado di svolgere il suo ruolo di promotore del dibattito, ruolo che gli è stato riconosciuto, soprattutto negli ultimi sei mesi, dalla Presidenza belga e che stamane è stato sottolineato anche dal Presidente del Consiglio spagnolo. L' Assemblea ha infatti svolto una funzione di stimolo nei confronti di Commissione e Consiglio, ad esempio nel dotare le amministrazioni giudiziarie degli Stati membri di strumenti comunitari volti a rendere più efficace la difesa delle libertà di fronte al terrorismo. Fin dall'inizio dell'attuale legislatura, in quest'Aula più che altrove, si è sempre affermato che il terrorismo rappresenta un problema e una minaccia per tutti, non solo per le vittime direttamente coinvolte. Dobbiamo pertanto essere grati alla Presidenza del Consiglio per aver affermato l'importanza di migliorare la procedura di codecisione nell'ambito della prossima riforma del Trattato dell'Unione, che equivale per noi a un riconoscimento. Affronteremo la riforma con lo stesso metodo utilizzato per la redazione della Carta dei diritti fondamentali - documento che, per inciso, il mio gruppo intende far includere nel nuovo Trattato -, vale a dire mediante una Convenzione che, come è stato annunciato stamane, inizierà i lavori a marzo in una delle sedi del Parlamento europeo. Confidiamo che il Consiglio saprà mantenere un atteggiamento altrettanto positivo durante i lavori della Convenzione, in modo da soddisfare due requisiti: in primo luogo, avvicinare le Istituzioni comunitarie ai cittadini rendendole più democratiche, più efficaci e trasparenti; in secondo luogo, attuare una profonda riforma del quadro istituzionale pensato per i sei Stati fondatori, adattandolo a una realtà di oltre 25 Stati membri, in vista del 2004. Onorevoli colleghi, i negoziati per l'ampliamento dell'Unione europea - alcuni dei capitoli più importanti, come si è ricordato, verranno affrontati nei prossimi mesi - non dovrebbero venir compromessi da discussioni interne. Al contrario, negli attuali Stati membri, governo e opposizione dovrebbero lasciare da parte il confronto tra i diversi orientamenti politici a favore del grande obiettivo rappresentato dall'Unione. Onorevole Barón Crespo, occorre tener conto del fatto che il successo di una Presidenza non si misura in termini nazionali, né di partito. Lei oggi ha riconosciuto la necessità di frequentare corsi di formazione; temo che non ci sia bisogno solo di lezioni di informatica. Lei ha parlato in veste di socialista spagnolo, ma noi ci auguriamo che dimostrerete la stessa lealtà che il PPE-DE ha assicurato alle due Presidenze precedenti. (Proteste del PSE) Signor Presidente, dobbiamo approfittare di questo semestre per rendere l'Unione europea più forte nel mondo, per farla partecipare ai dibattiti internazionali con una posizione comune. E' necessario non solo attuare riforme istituzionali della PESC, per dotarla di maggior efficacia e visibilità dentro e fuori le nostre frontiere, ma anche migliorare gli strumenti di cui già dispone, come il servizio estero comunitario. In questo semestre ci attendono numerose sfide che richiederanno l'impegno e la collaborazione di tutti: cittadini, Istituzioni europee e partiti politici. Nutriamo piena fiducia nella nuova Presidenza, che certo saprà compiere un passo avanti verso un'Europa più grande e più unita, più aperta al mondo e più vicina ai cittadini. (Applausi) |
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